Rischio nucleare

Ulderico Pesce

Dal 3 all’8 febbraio presso il Teatro Cassia di Roma potrete assistere allo spettacolo di narrazione Storie di scorie – Il pericolo nucleare italiano: Scanzano, Saluggia, Casaccia di Roma, Latina, Rotondella, Vicenza, Caorso, Ghedi di Torre, Aviano, Novazza.
L’autore e interprete è Ulderico Pesce.
Storie di Scorie vuole ricostruire prevalentemente l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica.
Il testo racconta la vita Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (MT) che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare della Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni ’60 arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea è stato licenziato. Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove ha respirato polvere di proiettile all’uranio e si è ammalato. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea, la finestra si affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.
A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo, secondo il quale a Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha un’azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie nucleari italiane.
Nicola sarà tra gli organizzatori della protesta contro il decreto e comincerà ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà la situazione di alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso…

Leggi tutto »

Pomodori rosso sangue

loctriangolo.jpg

Domani, giovedì 27 novembre alle ore 21, nella sala consiliare del Comune di Arezzo andrà in scena lo spettacolo Il triangolo degli schiavi – i lavoratori clandestini in Italia, di e con Ulderico Pesce.
La pièce racconta la vicenda di Ambrogio Morra, nato nei pressi di Cerignola (Foggia), emigrato a Roma in cerca di un impiego. Sua nonna Incoronata gli chiede di ritornare a casa, sostenendo che da loro sono tornati gli schiavi. La donna assiste gli immigrati che in Puglia lavorano in condizioni disumane raccogliendo pomodori e il nipote vede con i suoi occhi tale infame realtà, scegliendo in un secondo momento di raccontarlo al mondo.
Cosicché Ambrogio decide di porsi sempre più in quella scomoda terra di confine tra lo sfruttato e gli sfruttatori, tra i clandestini che consumano anima e corpo per pochi euro al giorno e i padroni, con le pance piene grazie anche agli immeritati aiuti della Comunità Europea.
Un lavoro fatto con passione, intuibile nelle parole di Pesce: Ho passato molto tempo con gli immigrati clandestini che d’estate affollano i campi di pomodoro in Puglia. E’ stata una delle esperienze più importanti della mia vita, ho assistito a scene terribili, non avevo mai visto maltrattare in quel modo uomini, donne e bambini. Non avevo mai visto vivere 30 persone in una baracca di 30 metri quadrati senza acqua, senza elettricità e senza gas…
Lo spettacolo è arricchito dalle musiche tradizionali dei popoli Arberesh stanziati in Basilicata e Calabria, dei Greki del Salento e di Matteo Salvatore.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti e con possibilità di prenotazione allo 0575/377802.