Nel fantastico mondo di Obraztsov

La Compagnia Piccoli Principi ci segnala lo spettacolo Obraztsov, tema e variazioni, di e con Alessandro Libertini e Vèronique Nah. Burattini a cura di Alessandro Libertini, musica dal vivo di Véronique Nah, per una Produzione Compagnia Piccoli Principi con il sostegno della Regione Toscana “Sistema Regionale dello Spettacolo”.
Dopo il debutto al Fidena Festival 50 Jahre Figurentheater des Nationen (Bochum) e il grande successo di pubblico e critica al V° International Festival of Puppet Theatres Sergey Obraztsov a Mosca, al Baltic House Festival a San Pietroburgo e al Puppet & Music Festival di Gorizia, lo spettacolo sarà presentato nelle seguenti date:
- Tortona (AL) Teatro Civico, Via Ammiraglio Mirabello n. 3, il 15 Febbraio alle ore 16:00
- Grugliasco (To) Istituto Beni Marionettistici, Villa Boriglione, il 17 Febbraio alle ore 21:30
- Bisceglie (BA) Teatro Comunale, il 26 e il 27 Febbraio alle ore 10:00
Ispirata all’opera del celebre artista moscovita, Serghej Vladimirovic Obraztsov, la pièce è uno spettacolo di cabaret per bambini ed adulti, con attori, burattini e musica dal vivo: un piccolo omaggio ad un grande creatore che ha contribuito in modo determinante alla storia del teatro contemporaneo.

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Una stagione interessante

Teatro Capocroce Stagione 2009

Ci giunge in redazione da parte dei responsabili del Teatro Capocroce di Frascati la presentazione della ricca stagione di quest’anno e che volentieri pubblichiamo, partendo dai prossimi spettacoli: A febbraio, mese per eccellenza del Carnevale e delle maschere, ecco uno spettacolo di Riccardo Rossi, “Pagine Rossi”, nato dalle pagine di un suo libro e la farsa tratta da Antonio Petito, “Pulcinella s’innamora”. Si arriva, così, a marzo e, come i fiori spuntano numerosi con l’arrivo della primavera, così le rappresentazioni al teatro di Capocroce si intensificano occupando tutti i weekend. Si inizia con un intrigante spettacolo bilingue (italiano e inglese) “The Canterville Ghost” che ci porterà nell’Inghilterra infestata di fantasmi di Oscar Wild, autore tra l’altro dell’opera stessa. Poi si ritorna ai Castelli Romani con “Tu Frascati Mia”. Ci si sposterà nella città eterna con “Fantasmi a Roma”, trasposizione teatrale del famoso film del 1961 di Antonio Pierangeli che ha visto come attori contemporaneamente Eduardo De Filippo, Tino Buazzelli, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni. Dopo i fantasmi inglesi e romani, il mese di marzo si chiude con uno dei personaggi più amati dai bambini, “Pippi Calzelunghe”, spettacolo realizzato con la collaborazione e supervisione artistica del grande mattatore Gigi Proietti. Ad aprile si è soliti dire “aprile, dolce dormire”, ma ciò non vale per il teatro di Capocroce. Infatti, nonostante si chiuda la prima parte della stagione, ben due rappresentazioni sono in programmazione. Si comincia con un altro spettacolo bilingue “Welcome to the Juggling Club” e si finisce con la strana commedia “Uscita di Emergenza” di Manlio Santanelli che prevede la presenza del ben noto attore italiano Lello Arena. Se tutto ciò non bastasse, ecco una succosa anticipazione, come succosi sono i frutti autunnali, per i più “golosi”. In autunno tornerà sulla scena la Compagnia Teatrale In…stabile. Da anni questo gruppo lavora all’interno del teatro di Capocroce con incessante passione e ora si sta preparando per ammaliarvi ed emozionarvi con una nuova commedia musicale di Garinei e Giovannini. Cartellone, locandine e sito internet per i più informatizzati non lasciano spazio a sbadati “non lo sapevo”, così come prevendita dei biglietti e possibilità, a partire da quest’anno, di abbonarsi non permettono di trovare alcuna scusa per non andare almeno una volta a teatro. Infatti, un teatro non può definirsi tale neanche senza un pubblico che accolga le tante passioni che in esso vengono messe in scena.

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Lui canta il buio alla Gioia

Con Chi - Valerio Malorni

Segnalo da domani 14 febbraio, con replica domenica 15 e dal 17 al 22 lo spettacolo Con chi, di e con Valerio Malorni.
Ecco una presentazione dalle note del teatro: Assolo con tendenze all’amicizia. La solitudine che ci compete e che ci sbriciola; che ci denuncia; la temperanza della logica e la stravaganza del credere, per un in-tendersi, con chi? Non da soli. La quotidianità che attraverso alcune scelte diviene evento, un materiale quotidiano elaborato in mezzo alla gente: la tragedia individuale che vista dall’esterno diventa comica, vissuta collettivamente diviene creativa. Storia di un credente che vorrebbe poter comunicare, favola di un eroe che si scorda di essere uomo, e rimane solo, perduto nel mondo, tra necessità e possibilità. La morte. La disperazione. La responsabilità. La vita. Il valore ancor prima del significato, per una ricerca di senso, per un intendersi. C’è una serenata, una macchina, un piatto di pasta. Una riflessione, momenti di lucidità e confusione, domande e risposte; un traghetto; una festa e un racconto proverbiale, cercando, muto, in musica, il cielo, sopra di noi. Il cosmo è la nostra cosmesi d’anima. Il mio scopo è pensare al processo, condividere delle problematiche in maniera semplice e non risolutiva. Lo spettacolo non cerca un punto di arrivo, un punto disteso, ma, in piedi, un tempo di cottura.
Con chi è un viaggio disperato, insperato e sperato; un viaggio di desiderio, dalla ricerca di un chi, la necessità di un risultato, alla possibilità di un con, un processo; dalla voluttà della risposta chi, alla volontà della domanda con. Lui canta il buio alla Gioia…

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Due forme diverse di prostituzione

Teatro Sala Uno

Da sabato 14 al 22 febbraio al Teatro Sala Uno di Roma sarà in scena lo spettacolo Bruciati, lavoro della Compagnia Sycamore T Company, per la regia di Georgia Lepore e con la partecipazione della sezione drammaturgia contemporanea Alla ricerca di un futuro.
Il dramma teatrale è di Angelo Longoni e gli interpreti sono Eleonora Ivone e Gabriele Sabatini.
Ecco una sintetica trama: un ragazzo e una ragazza dediti a due forme diverse di prostituzione si ritrovano coinvolti nella morte di un loro comune cliente, un anziano avvocato, al quale sottraggono una valigetta che contiene un milione e ottocentomila euro in contanti. Ignorando la provenienza del denaro e immaginando che si possa trattare di soldi “sporchi”, i due ragazzi si rintanano in una stanza di albergo in attesa di comprendere esattamente la loro condizione e soprattutto per capire se sono in pericolo o se qualcuno è sulle loro tracce. In questa situazione d’attesa, emergono le esistenze e il passato dei due che, tra reticenze, confessioni, inganni, violenze e tenerezze, mettono a nudo il proprio passato e le rispettive disperazioni nei confronti di una vita che apparentemente è ancora all’inizio e nel fiore degli armi, ma che è percepita da loro come perduta ed ormai irrimediabilmente bruciata…

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Rapporti morbosi

Carlo Buccirosso

Segnalo fino all’8 marzo al Teatro San Babila di Milano la commedia Vogliamoci tanto bene, scritta e diretta da Carlo Buccirosso. Gli interpreti sono lo stesso Buccirosso, Maria Del Monte, Gianni Parisi, Graziella Marina, Claudia Federica Petrella, Anna Burattino, Giordano Bassetti, Sergio D’Auria, Serenella Tarsitano, Fabrizio Miano e Antonio Spadaro.
Dalle note del teatro: “Vogliamoci tanto bene” racconta l’esilarante storia di Mario Buonocore, depresso impiegato alle poste in malattia da un mese, che decide di tornare nella casa che fu dei suoi genitori e che ora ospita le sue due sorelle. Cosa non farebbe per ritrovare quel calore di famiglia ormai perduto da tempo! Perché “dicesi famiglia, un nucleo di persone, che accomunate allo stesso sangue, tendono a volersi bene, rimanendo unite sotto lo stesso tetto!”
Ma il rapporto morboso che lo aveva sempre legato alle sorelle creerà non pochi problemi alla sua permanenza nella casa governata da Titina, che è ormai una benestante vedova, e da Teresa, ex insegnante di filosofia nonché anziana ed equilibrata zitella dai sani principi morali. La convivenza si farà sempre più difficile perché non c’è quasi più amore e i rapporti familiari sono dettati non dal bene ma dalle convenienze e dalla forma…

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Una passione estrema

Arsa

Segnalo dal 12 al 22 febbraio, presso il Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma lo spettacolo Arsa, di Giuseppe Manfridi e per la regia di Andrea Buscemi.
La protagonista è Laura Milani.
Ecco cosa dice l’autore del suo lavoro: All’origine, una realtà. Certo, non una realtà esposta all’attenzione di tutti, non celebrata, non trasfusa in legenda, ma pur tuttavia documentata. Certificata. Indubitabile e, dunque, offerta alla mercé di chi, voglia strapparla alla storia per ricondurla alla vicenda che fu: ovvero quella, minima e luminosa, di Sara Coppio Sullam, poetessa ebraica nata e vissuta tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo nel ghetto di Venezia. Di lei, cronache anonime tramandano l’immagine di una bella, pallida donna innamorata delle lettere e dello scrivere in versi. Del leggerli e del comporli. Una passione estrema che fu da lei condotta sino al limite del culto e dell’estenuazione. Tra le mani di Sara capitò un giorno “La regina Esther” corpulento e dotto poema di Ansaldo Cebà, un uomo già anziano e molto noto nell’ambiente accademico dell’epoca. L’opera agì sulla giovane come un incantamento che la spinse a prendere la penna per comunicare all’autore tutto il suo entusiasmo. Ansaldo Cebà rispose, lei gli scrisse ancora e lui continuò a risponderle. Mai un incontro, solo parole un fitto rapporto epistolare attraverso cui Sara fin col costruirsi un’immagine mitica della quale innamorarsi e dalla quale farsi plagiare…

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Donne in gioco

Federica Cifola e Paola Minacciosi

Segnalo dal 17 febbraio all’8 marzo al Teatro De’ Servi di Roma la commedia L’importante è vincere senza partecipare, scritta, diretta e musicata da Lillo Petrolo e interpretata da Federica Cifola e Paola Minacciosi.
Ecco la trama: Paola (Minaccioni), sposata e impantanata in problemi familiari, e Federica (Cifola), single che non riesce a farsi strada nel lavoro e che non trova l’anima gemella, sono due donne apparentemente diverse per carattere e stile di vita, ma in realtà con problematiche e nevrosi molto simili. Le due protagoniste decidono di provare a superare i propri problemi e accettano di sottoporsi alla nuova terapia psicoanalitica di una luminare della psicoanalisi di Los Angeles, la professoressa Gardin, che ha inventato un gioco da tavolo a scopo terapeutico, “The Game”, che sta spopolando in America, una sorta di gioco dell’oca in cui si mette in gioco la propria vita. In una curiosa scenografia che rappresenta un’enorme plancia le due donne si muovono come fossero pedine. C’è chi entra sulla casella “telefono” e deve telefonare all’istante a qualcuno con cui si ha necessità di chiarire qualcosa e “chiarirla” all’istante, oppure, chi entra nella casella “verità” e deve indossare un anello dalla pietra cangiante e rispondere a domande precise dicendo la verità perché se mente, l’anello assumerà un colore specifico e dovrà tornare indietro. Attraverso la casella “test”, l’avversario sottoporrà il giocatore ad un test al vetriolo. Insomma, tutti gli elementi che solitamente incatenano la nostra vita in questo gioco vengono affrontati e risolti se si vuole arrivare al traguardo. Ma, attenzione, solo chi arriva per primo può accedere alla diagnosi di “Al”, il computer centrale, che darà il suo responso a seconda di come la vincitrice ha giocato…
“Ho cercato, come già faccio quando lavoro con Greg – dice Lillo Petrolo – di affrontare tematiche reali in cui tutti si possono identificare ma in modo estremamente surreale”.

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Con pochi click di mouse

Incastrati nella rete

Da domani fino al 22 febbraio al Teatro Anfitrione di Roma sarà in scena lo spettacolo Incastrati nella rete, di Stefano Calvagna e Anita Dalty. La regia è di Calvagna che è anche interprete insieme a Giorgio Gobbi, Antonio Tommaso Pitocco, Francesca Sampogna, Flavio De Paola e Mauro Cannavale.
Dalle note del teatro: Ormai tutto si svolge nella rete. Con pochi click di mouse è possibile recuperare amicizie passate, pagare bollette su conti correnti on line, acquistare viaggi, conoscere nuove persone e, soprattutto, trovare numerosi modi per fare soldi. Terence e Remo ne sanno qualcosa. Amici inseparabili e coinquilini di un appartamento malandato, entrambi stentano a trovare lavoro. I passati sogni di gloria sono svaniti nella triste realtà della disoccupazione, rispetto alla quale i due amici reagiscono con un ingegnoso piano. La chiave di volta è la bella vicina di casa, Luisa, dall’aria ingenua e svampita. Tuttavia, ogni rischio può nascondere una trappola, nella quale Terence e Remo si trovano presto incastrati. Come in un incubo, la loro vita diventa preda degli imbrogli del furbo avvocato Pasquale Mariuolo, dell’alterigia del severo pubblico ministero Arnoldo della Torre Fetusa, del giudizio dell’impassibile giudice Massimo della Pena.
Ma nessuno si salva dalle infinite trappole della rete. Quando i giochi sembrano ormai conclusi ecco che…

Il Teatro Anfitrione si trova in Via San Saba, 24 (Roma)
Informazioni: Tel. 06.5750827 – laplautina@tiscalinet.it

State cercando di sedurmi, non è così?

Il laureato

Fino al 17 febbraio presso il Teatro Al Massimo di Palermo sarà in scena Il laureato, di Terry Johnson.
La regia è di Teodoro Cassano e gli interpreti sono Giuliana De Sio, Giulio Forges Davanzati, Pietro De Silva, con Giuseppe Antignati, Paolo Gattini, Monica Guazzini, Giusy Pepe e con Alessia Cardella.
La pièce originale è un adattamento dal romanzo omonimo di Charles Webb e della sceneggiatura di Calder Willingham and Buck Henry (scritta per la versione cinematografica), premiato con il Touring Broadway Award Best Play.
Terry Johnson è un autore e regista britannico, legato al Royal Court Theatre.
Il romanzo da cui Johnson ha tratta l’opera, è il più noto di Webb e risale al 1963.
A quanto pare, la vicenda in esso narrata corrisponde a fatti realmente esistiti, in particolare ad una trascorsa relazione tra il romanziere e una donna più grande, affascinante e già sposata, proprio come nel film. Quest’ultimo uscì nel 1967 per la regia di Mike Nichols e grazie anche alle interpretazioni di Dustin Hoffman e Anne Bancroft, ottenne un notevole successo.
Dalla sceneggiatura originale: Ma per Dio, Signora Robinson, voi mi avete fatto entrare in casa vostra. Mi avete dato da bere. Avete messo su un disco, ora state cominciando a rendermi parte della vostra vita privata e mi dite che vostro marito torna tardi… Signora Robinson, voi state cercando di sedurmi, non è così?

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Io sono solo, e loro invece sono tutti

Dostoevskij

Fino a domani 8 febbraio, al Teatro Comunale di Caserta potrete assistere allo spettacolo Il paese degli idioti, tratto da Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti, divertente racconto di Dostoevskij (nel dipinto).
La regia di questo adattamento è di Alvaro Piccardi, per una produzione della Compagnia Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli. L’interprete principale è Tato Russo.
L’opera del celebre autore è una novella umoristica che risale al 1859, narrata per bocca di Sergey Aleksandrovich. Questi viene ricevuto a casa dello zio, dove incontra un personaggio piuttosto singolare, tale Foma Fomic, da una parte alquanto ridicolo ma anche spiccatamente cinico.
Questi riesce nel farsi credere una persona saggia e colta, prendendosi gioco degli ospiti più importanti lì presenti.
Dostoevskij, la cui nascita risale al 1821, morì a San Pietroburgo nel 1881 ed è ritenuto uno dei maggiori scrittori della storia.
Riporto qui una citazione dell’autore che mi è sempre piaciuta: Io sono solo, e loro invece sono tutti.

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