Amore o Denaro?

Toni Servillo

Stasera 26 gennaio 2009 al Teatro Sociale di Cittadella, sarà in scena la Trilogia della villeggiatura, divertente opera di Carlo Goldoni.
La regia è di Toni Servillo (nella foto), che è anche interprete della commedia insieme a Andrea Renzi , Eva Cambiale , Toni Servillo , Tommaso Ragno , Paolo Graziosi , Anna Della Rosa , Gigio Morra e Betti Pedrazzi, per la produzione a cura del Piccolo Teatro di Milano/Teatri Uniti.
Nella trilogia della villeggiatura (Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura e Il ritorno dalla villeggiatura) emergono i temi cari all’autore veneziano, come quello dell’amore e della gelosia, un’opera ambiziosa, sia per la struttura che per gli argomenti affrontati.
Come spesso accade nei lavori di Goldoni, l’amore è una forza inarrestabile, in grado di scombussolare i punti fermi dell’epoca, come la moralità e l’onore.
Nella pièce si racconta la vicenda di una famiglia agitata da inaspettate passioni d’amore e problemi di natura economica, inevitabili se l’apparire degna della buona società risulta una condizione irrinunciabile.
Ed è proprio questo conflitto, tra l’energia incontenibile dei sentimenti ed il perenne tentativo di andare oltre i confini della propria condizione sociale, che porta avanti la commedia fino a situazioni estremamente divertenti.

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I Buoni e i Cattivi

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Questo sabato 17 gennaio e domenica 18 al Teatro Vascello di Roma sarà in scena lo spettacolo Emma e i cattivi compagni, Atto unico in 9 sequenze di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis, diretto da Andrea De Magistris.
Gli interpreti sono lo stesso De Magistris, Marika Murri, Francesco Rossi Salvemini, Marcella De Marinis, Daniel Neri, Bernardo Casertano, Matteo Quinzi e Simone Leberati.
La pièce teatrale è tratta dall’omonimo racconto di Betti (Carmine Mario Muliere Editore).
Ecco una sinossi: Anno 2005. Una professoressa di un importante liceo romano, Emma, ormai in pensione, convoca, nella stessa aula, la sua classe del 1975. A trent’anni di distanza. Per fare luce piena su una ferita ancora aperta: Mario, uno dei suoi migliori studenti, militante di sinistra, è precipitato dalla terrazza del Giardino degli Aranci, sul colle Aventino. Il processo identificò in Lucio, militante di destra, l’esecutore del delitto. Ma Emma, la professoressa di entrambi, di tutti, dal 1975 è vissuta con un dubbio terribile. Che Lucio fosse innocente. Ecco dunque un nuovo dibattimento, a 30 anni di distanza. Nella stessa aula dello stesso liceo. Sono di fronte ancora una volta, nel 2005, la professoressa Emma e tutti i compagni disponibili di quel lontano 1975. Buoni, cattivi? Colpevoli, innocenti? E’ ciò che deve emergere da questa nuova, incredibile seduta di un processo a 360 gradi, sugli individui e la società, mai esaurito davvero.
Lo spettacolo sarà di nuovo in scena dal 27 gennaio al 1° febbraio 2009.

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Voglia di libertà

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Da domani fino all’11 gennaio al Teatro Campo d’arte di Roma sarà in scena lo spettacolo Ordinary, di Emiliano Reali. Gli interpreti sono Beatrice Presen, Mario Merone, Daniela Amato, Giovanni Andriuoli e Maurizio Filippidi. La regia è di Gorjana Ducic.
Lo spettacolo è tratto dal romanzo omonimo di Reali.
Al centro della vicenda c’è Diego, un ragazzo 20enne omosessuale che decide di vivere liberamente la sua condizione. Ma la società che lo circonda non è così. I suoi amori non sono così. Alex, l’uomo che ama all’inizio della storia, si rivelerà la grande delusione della sua vita. Ma niente è più losco della sua seconda relazione: la storia d’amore con Leandro. Chi è Leandro? Come si può essere così tremendamente falsi? Leandro, pur sapendo di essere sieropositivo, continua le sue relazioni con altri ragazzi, contagiandoli. E tutto questo perché? Perché non riesce a perdonare a se stesso il fatto di aver contagiato la propria moglie – e il bambino appena nato – con il virus dell’HIV. Non riesce a perdonare a se stesso le Due Morti; la fine di una famiglia. In tutto questo, come si comporterà Diego? E i suoi amici? Che cosa ne resta dell’onestà di Diego? Come reagirà alla fine?
Non resta che andare a teatro!

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Tra prateria e cielo

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Sino a Domenica 14 dicembre al Teatro Duncan 3.0 di Roma, potrete assistere allo spettacolo Toroseduto, creazione dell’Associazione culturale teatrale Metamorphè.
L’associazione svolge attività teatrale in forma amatoriale sul territorio di Roma e provincia da diversi anni e propone la promozione, attraverso il teatro, di una efficace integrazione di categorie sociali che, in quanto rappresentanti diversità sia culturali che di abilità, sono oggetto di discriminazione e non trovano un equilibrio armonico nella società.
Lo spettacolo TorosedutoStorie di normale disabilità affronta la tematica della disabilità fisica: il testo è stato scritto da Michele Franco, un componente dell’associazione Metamorphè che, dal 2005, in seguito ad un incidente stradale, è direttamente coinvolto nella problematica. Nell’opera vengono ribaltati i luoghi comuni più frequenti relativi a chi si trova a vivere su una carrozzina e si propone una visione finalmente integrata del disabile, lontana da semplici patetismi e più aderente alla realtà. Ecco chi era e chi è oggi Toro Seduto: Un condottiero Sioux, forte e coraggioso, che non aveva paura. Un capo impavido, che non esitò a combattere contro gli invasori della sua libertà, sua e della sua gente; contro chi minacciava di togliergli con le armi il respiro e la vita stessa. Toro Seduto, probabilmente, correva a cavallo nelle sconfinate praterie che occupavano l’America prima che fosse invasa da grattacieli e fast food, da armi a buon mercato e coca cola. Chi è Toro Seduto oggi? Toro Seduto oggi è chiunque scelga di non abbassare la testa, chiunque mantenga lo sguardo fisso all’orizzonte, perso tra prateria e cielo…

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Il paese più brutto?

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Segnalo con vivo interesse per Domenica 30 novembre, nella sala Splendore di piazza Marconi a Villa Literno (Caserta), la rappresentazione dal titolo La Strada. Materiali per un’indagine teatrale, ultimo capitolo del percorso teatrale intrapreso dai giovani del Villa Literno Ensemble, diretto dall’attore, scrittore e regista Gigi Gherzi insieme alla collega Anita Mosca.
L’iniziativa rientra tra le attività pedagogiche del progetto Punta Corsara.
Lo spettacolo trae spunto dal romanzo La strada, di Cormac Mc Carthy, che gli ha fatto ottenere nel 2007 il premio Pulitzer, e giunge al termine di due settimane di appassionato lavoro, in cui i ragazzi, sotto la guida dei due registi, hanno lavorato attraverso lo strumento dell’improvvisazione, costruendo una serie di percorsi e modi espressivi affrontando i numerosi interrogativi presenti nel romanzo.
Ispirati dal testo, i partecipanti al laboratorio si sono posti in particolare un’interessante domanda: qual è il paese più brutto del mondo? E così l’hanno inseguita con coraggio, dando vita a personaggi e situazioni simbolo, come il potente e il prepotente, il debole e il folle, che spesso costringe la nostra società a specchiarsi in se stessa. La messa in scena romperà gli schemi classici e si svolgerà a ridosso degli spettatori, i quali non si troveranno frontali ad essa, bensì intorno alla rappresentazione, al centro dello spazio scenico.

“Oddio, la riunione di condominio…”

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Se volete distrarvi per una sera dal focolaio innestato dal discusso Decreto Gelmini e l’entusiasmo per la vittoria di Obama, sebbene con un giorno di ritardo, segnalo un divertente quanto attuale spettacolo: “Assemblea condominiale”, di Gerard Darier, diretto da Riccardo Serventi Longhi.
Fedele al titolo, questa pièce mette letteralmente in scena una vera riunione tra vicini di casa, con l’amministratore nelle vesti di regista in campo.
Il lavoro di Darier propone un’interessante metafora della società moderna, costruita con pungente ironia, il che non guasta. Attraverso la lente dell’autore, è possibile osservare un’immagine delle stravaganti e paradossali dinamiche di relazione che ci legano in luoghi di incontro sociale come è giustappunto la classica riunione di condominio. Ed ecco che sfilano sul palcoscenico i tic e i difetti più comuni della gente, descritti in maniera trascinante e con un buon senso del ritmo.

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