Un tuffo nell’uomo

Nella buca

Segnalo dal 19 al 22 febbraio 2009 alla Casa delle culture di Roma lo spettacolo Nella buca, liberamente tratto da Buca di sabbia, di Michal Walczac.
La regia è di Francesco Spaziani e gli interpreti principali sono Elodie Treccani e Fabio Cicchiello.
Dalle note del teatro: Uno dei più giovani e promettenti drammaturghi contemporanei polacchi Walczac emerge subito con un testo crudo e diretto, centrato su un linguaggio essenziale che porta al centro dell’attenzione l’essere umano e le sue relazioni con il mondo esterno.
Con Buca di sabbia ci immergiamo nell’uomo, nella complessità delle relazioni interpersonali e nelle incomprensioni nelle relazioni uomo-donna.
I due attori si ritrovano confinati in una buca di sabbia in una città come tante, che appare fredda e distaccata, per giocare, per conoscersi e per sperimentarsi l’uno con l’altro. Nei dialoghi asciutti e serrati emerge la sofferenza, la solitudine, il bisogno di considerazione e riconoscimento, ma anche la curiosità, il divertimento e soprattutto il desiderio di conoscenza, di scoperta che risiede nell’animo umano. Tutto è incentrato sul gioco, a far riemergere atteggiamenti e comportamenti espressi semplicemente per andare all’essenza dei personaggi.
Per questo la scena teatrale è volutamente scarna ed omogenea dotata di pochi elementi scenici, una porta ed una panchina, le luci e le musiche anch’esse fanno da cornice a due mondi soltanto: quello interiore dei personaggi…

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Da noi tutto è permesso

ASCESA E ROVINA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY

Da domani venerdì 6 febbraio fino al 22 al Teatro Vascello di Roma sarà in scena Ascesa e rovina della città di Mahagonny, spettacolo tratto dall’opera musicale di B. Brecht.
Si tratta di un progetto ideato e diretto da Lisa Ferlazzo Natoli, in collaborazione con TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE e Il Centro Internazionale “La Cometa”.
La città di Mahagonny dice: “Tutto è permesso”, ma la città ha un piccolo difetto, ha bisogno di denaro e la mancanza di questo è “il massimo dei delitti che possano darsi sulla terra”. Brecht – grazie ad un esperimento d’inversioni, facendo uso di temi popolari, ballate jazz, un coro di disgustosi e magnifici personaggi e un’ambientazione ‘americana’ che fa da eco amplificata alla Germania e all’occidente tutto – ci racconta che “siamo già all’inferno”.
Cosa accadrebbe se, facendo un tentativo, costruissimo una città dal nulla nel mezzo di un paese qualsiasi e se la costruissimo per prosperare malgrado tutto, secondo una sola regola: “Tenete a mente: prima mangiare, numero due d’amor l’incanto, terzo, la boxe non tralasciare, quarto sborniarsi e questo è quanto. Ma sia ben chiaro che qui da noi nulla è proibito”? E perché no? Sembrerebbe un piccolo paradiso d’anarchia.
La città di Mahagonny dice “Tutto è permesso” ma questa regola ha anche un altro punto debole: tralascia intenzionalmente di mostrare l’altro verso della moneta, la domanda: “A chi?”
Lo scopriremo quando la città in fiamme avrà già chiuso le sue porte dietro alle nostre spalle…

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Un’Italia che non c’è più

Grisù, Giuseppe e Maria

Segnalo dal 10 febbraio al 1 marzo, al Teatro Sala Umberto di Roma lo spettacolo Grisù, Giuseppe e Maria, di Gianni Clementi e diretto da Nicola Pistoia.
Gli interpreti sono Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Crescenza Guarnieri, Sandra Caruso e Diego Gueci.
Ecco una sintetica trama: Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Un sacerdote ed il suo strampalato sagrestano, due sorelle nei guai insieme al fascinoso farmacista del paese ci prendono per mano e ci fanno ridere, sorridere, emozionare e ci riportano ad un’Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana, ad un pallone.
Dalle note del teatro: Nicola Pistoia e Paolo Triestino (gli affiatati interpreti di Muratori), Crescenza Guarnieri (la toccante interprete di Niente più niente al mondo) sono i protagonisti di questo straordinario affresco di Gianni Clementi ( l’autore del Cappello di carta e della Vecchia Singer ) che ci racconta, divertendoci, di un’Italia che non c’è più. Completano il cast Sandra Caruso e Diego Gueci.

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Il bar della svolta

Teatro Tor di nona

Segnalo dall’11 al 22 febbraio al Teatro Tordinona di Roma la commedia Al solito posto, di Franco Ignazio Palumbo, Gabriella Rossigni e Giulio De Nicolais.
La regia è di Gennaro Di Domenico e gli interpreti sono G. Momo, O. Guattari, G. Rossini, S. Pompili, E. Bonanno, M. Ricco, D. Cotesta ed E. Cardinale.
Ecco una sintetica trama: Nel bar di periferia della Signora Checca, un gruppo di clienti abituali di varia estrazione sociale, si vedono per il solito giro di carte e il solito goccetto, commentano tutto e tutti, deridendo gli altri avventori del bar, sognano tramando, finché una sera ritengono di aver trovato l’espediente che consentirebbe loro di svoltare e di tornare a stravivere.
Dalle note del teatro: “Al solito posto” è una commedia dove ogni singolo personaggio insegue più di un obiettivo, pronto a mutare il proprio comportamento rispetto alle diverse situazioni
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Il diavolo e l’acqua santa

Plauto

Fino al 22 febbraio al Teatro Arcobaleno di Roma sarà in scena lo spettacolo I Menecmi: il gioco del doppio, scritto e diretto da Vincenzo Zingaro in un adattamento dell’opera di Tito Maccio Plauto (nella foto) e interpretato dalla Compagnia Castalia.
La scrittura della commedia I Menecmi risale alla metà del III secolo a.C.
La vicenda narrata è incentrata su due gemelli, i quali danno il nome all’opera, la cui incredibile somiglianza permette all’autore di costruire una sequela di equivoci che risultano di grande comicità ancora oggi.
Ecco una breve trama: Menecmo I vive nella dissoluta città di Epidamno e, sebbene sposato, si lascia andare ad ogni vizio, in compagnia della vicina di casa, la cortigiana Erozia. Menecmo II arriva in città in cerca del fratello, non sapendo però dell’enorme somiglianza che vi è tra di loro. Ed è così che si scatena un susseguirsi di qui pro quo e scambi di persona estremamente divertenti. Difatti Menecmo II viene preso per il fratello e lui ne approfitta per godere delle grazie della bella Erozia. La donna gli fa dono di un prezioso mantello e di un altrettanto costoso braccialetto, che lo stesso Menecmo I le aveva regalato. Menecmo II, ritrovandosi questi inaspettati tesori decide di rivenderli…

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Fino all’ultimo ormone

La guerra fredda della famiglia Sox

Fino a questa domenica 1° febbraio potrete assistere presso il Teatro Belli di Roma alla commedia musicale La guerra fredda della famiglia Sox, di Gianluca Tocci.
Gli interpreti principali sono Massimo Bonetti, Gianluca Tocci, Giovanni Bussi, Angela di Sante, Giuliana Vigogna e con la partecipazione di Federico Tocci.
La regia di Carlo Emilio Lerici.
Ecco una breve trama: Siamo a Roma… ai giorni nostri. Franco e Nicky Sox sono due cugini che dividono insieme lo stesso appartamento, che in realtà è proprietà di un misterioso zio lontano, lo zio Sox. Di lui si sanno solo leggende… ma la cosa certa è che aveva vissuto al massimo, collezionando mogli e figli in tutto il mondo ed accumulando una ricchezza di entità spaventosa… insomma, una sorta di Paperon de’ Paperoni che nessuno sa dove sia. La quiete dei due viene spezzata una mattina con l’arrivo improvviso dell’avvocato Stern: Lo zio è morto! Tutti i suoi averi devono essere spartiti tra tutta la sua discendenza… più di cento ereditieri e l’appartamento dei due cugini deve essere diviso insieme a due sorelle, spagnole: Miranda e Rosy Sox. La ripartizione dell’immobile li costringe a trenta giorni di convivenza dove si scatenerà una vera e propria guerra tra i sessi. Una battaglia fino all’ultimo ormone…

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Rischio nucleare

Ulderico Pesce

Dal 3 all’8 febbraio presso il Teatro Cassia di Roma potrete assistere allo spettacolo di narrazione Storie di scorie – Il pericolo nucleare italiano: Scanzano, Saluggia, Casaccia di Roma, Latina, Rotondella, Vicenza, Caorso, Ghedi di Torre, Aviano, Novazza.
L’autore e interprete è Ulderico Pesce.
Storie di Scorie vuole ricostruire prevalentemente l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica.
Il testo racconta la vita Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (MT) che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare della Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni ’60 arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea è stato licenziato. Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove ha respirato polvere di proiettile all’uranio e si è ammalato. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea, la finestra si affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.
A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo, secondo il quale a Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha un’azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie nucleari italiane.
Nicola sarà tra gli organizzatori della protesta contro il decreto e comincerà ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà la situazione di alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso…

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Bisognava farlo brillare a viso scoperto

Gemelli

Segnalo dal 3 febbraio al 1° marzo 2009 al Teatro Quirino di Roma lo spettacolo I due gemelli veneziani, di Carlo Goldoni, per la regia di Antonio Calenda.
L’interprete principale è Massimo Dapporto, il quale si cimenta nel duplice ruolo di Tonino e Zanetto.
Capolavoro della comicità e della scrittura scenica, il testo offre al protagonista un banco di prova eccezionale, pari a pochi nella storia del teatro.
I due libri su’ quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro, scrisse Carlo Goldoni e I due gemelli veneziani ne è la riprova.
Di assoluta centralità il ruolo del titolo che Goldoni scrisse nell’intento di mettere in luce le doti del Pantalone Cesare d’Arbes: Per meglio consolidare la sua fama bisognava farlo brillare a viso scoperto…
E questo sarà il compito a cui è atteso l’ottimo Massimo Dapporto. Maturo nell’espressività, darà vita al paradosso di Zanetto e Tonino, giostrandosi fra i loro opposti caratteri e sintetizzando in un unico corpo il ruolo di antagonista e protagonista, comico e spalla. Accanto a lui si muoverà un nutrito cast di attori di consolidata esperienza.

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Il dramma dell’infanzia

Pinocchio

Fino al 1° febbraio 2009 al Teatro Piccolo Re di Roma potrete assistere allo spettacolo Pinocchio, di Carlo Collodi, per la regia di Ursula Bächler, in una produzione della Compagnia teatro Piccolo re di Roma. Gli interpreti sono Serena Borelli, Elisabetta Carpineti, Antonella D’Acunto, Fabrizio De Angelis, Claudio Giuli, Adele Miele, Stefania Spiezia, Luigi Toto e Giovanni Valentini.
Si tratta di una rivisitazione poetica e contemporanea, essenziale e notturna delle vicende di Pinocchio dove i personaggi della famosa favola vivono in una dimensione magica e onirica. Tra ironia, dramma, tenerezza e sogno si racconta l’avventuroso viaggio che ogni uomo compie nel suo percorso di crescita.
Dalle note di regia: Lo spettacolo è dedicato a chi è disposto a rinunciare alla favola per incontrare un Pinocchio viaggiatore dell’inconscio, che racchiude gli archetipi di ogni infanzia in un dramma tanto acuto quanto necessario. Ovvero il dramma dell’infanzia: età di una iniziazione e di una morte, satura di angosce e oppressioni, sullo sfondo solare di una inesausta vitalità.

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Se fosse diversa da com’è, non sarebbe bella

Teatro Agorà

Segnalo dal 27 gennaio all’8 febbraio al Teatro Agorà di Roma la commedia Molto rumore per nulla, celebre opera di William Shakespeare.
La regia di questo adattamento è di Anna Rita Luongo e gli interpreti sono Ermanno Manzetti, Massimiliano Oliva, Claudia Giovannercole, Filippo Dini, Toni Brundu, Pina Burelli e Beatrice De Angelis.
La pièce (Much ado about nothing nel titolo originale) è ambientata in Italia, a Messina e fu scritta dall’autore a cavallo tra il 1598 e l’anno seguente.
La commedia si divide tra temi romantici e l’inevitabile elemento tragico, tipico dell’opera di Shakespeare, in questo caso richiamato dalla presunta morte dell’affascinante Ero, una dei personaggi principali, e dai sotterfugi tramati da Don Juan.
Molto rumore per nulla è una delle opere del grande bardo più rappresentate al mondo, apprezzata notevolmente anche dalla critica, al punto che la locuzione del titolo fa parte ormai del linguaggio comune.
Dal testo: Allora, per la verità, mi sembra troppo bassa per un’alta lode, troppo scura per una chiara lode, e troppo piccola per una grande lode. Solo questo posso riconoscerle di buono, che se fosse diversa da com’è, non sarebbe bella, e che, essendo com’è, non mi piace…

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