Padri assenti

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Dal 20 gennaio al 15 febbraio 2009 al Teatro Manzoni di Roma sarà in scena lo spettacolo Un giardino di aranci fatto in casa, di Neil Simon, regia di Patrick Rossi Gastaldi. Gli interpreti sono Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti.
Neil Simon è un famosissimo commediografo statunitense, probabilmente l’autore di maggior successo del teatro americano degli anni Sessanta e Settanta. Ha vinto quattro Tony, i premi teatrali del suo paese e nel 1991 gli è stato attribuito il premio Pulitzer per il miglior commediografo dell’anno.
La commedia di Neil Simon, Un giardino di aranci fatto in casa, adattato da Mario Scaletta, racconta con un linguaggio colorito e diretto il burrascoso incontro tra una figlia dimenticata per 18 anni e il padre, sorretto da un solidale entourage di amicizie e nuove affettività.
La trama: Michael Hut è un famoso sceneggiatore di Hollywood in crisi, è divorziato da 18 anni ed ha una compagna, Hilary, che tenta inutilmente di spronarlo per farlo ritornare alla brillantezza di un tempo. Neanche il suo migliore amico Ted, vicino di casa invadente e con evidenti problemi di identità sessuale, e forse segretamente innamorato di lui, riesce a smuoverlo dalla pigrizia creativa nella quale Michael si crogiola. Pur di non far niente… è disposto a tutto. All’improvviso arriva nella sua vita come un uragano Jenny, sua figlia. La ragazza vuole fortissimamente due cose: fare l’attrice e soprattutto riconquistare il rapporto con il padre…
Una commedia che affronta il tema attualissimo dei rapporti padri-figli, con sentimento, ironia e soprattutto grande divertimento.

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Il paese più brutto?

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Segnalo con vivo interesse per Domenica 30 novembre, nella sala Splendore di piazza Marconi a Villa Literno (Caserta), la rappresentazione dal titolo La Strada. Materiali per un’indagine teatrale, ultimo capitolo del percorso teatrale intrapreso dai giovani del Villa Literno Ensemble, diretto dall’attore, scrittore e regista Gigi Gherzi insieme alla collega Anita Mosca.
L’iniziativa rientra tra le attività pedagogiche del progetto Punta Corsara.
Lo spettacolo trae spunto dal romanzo La strada, di Cormac Mc Carthy, che gli ha fatto ottenere nel 2007 il premio Pulitzer, e giunge al termine di due settimane di appassionato lavoro, in cui i ragazzi, sotto la guida dei due registi, hanno lavorato attraverso lo strumento dell’improvvisazione, costruendo una serie di percorsi e modi espressivi affrontando i numerosi interrogativi presenti nel romanzo.
Ispirati dal testo, i partecipanti al laboratorio si sono posti in particolare un’interessante domanda: qual è il paese più brutto del mondo? E così l’hanno inseguita con coraggio, dando vita a personaggi e situazioni simbolo, come il potente e il prepotente, il debole e il folle, che spesso costringe la nostra società a specchiarsi in se stessa. La messa in scena romperà gli schemi classici e si svolgerà a ridosso degli spettatori, i quali non si troveranno frontali ad essa, bensì intorno alla rappresentazione, al centro dello spazio scenico.