Così si fa il teatro. Così ho fatto!

Eduardo De Filippo

Da stasera 29 gennaio fino a domenica 1° febbraio al Teatro Dante Alighieri di Ravenna sarà in scena Ditegli sempre di sì, bellissimo lavoro di Eduardo De Filippo.
La regia è di Geppy Gleijeses, per una produzione del Teatro Stabile di Calabria.
Gli interpreti principali, oltre allo stesso Gleijeses, sono Gennaro Cannavacciuolo e Lorenzo Gleijeses.
La commedia è suddivisa in due atti e fu scritta dall’autore nel 1927.
Fu successivamente inserita nella Cantata dei giorni pari, antologia di testi di Eduardo.
Quest’ultimo la scrisse appositamente per Vincenzo Scarpetta, il quale fu effettivamente protagonista del suo debutto.
Solo nel 1932 la celeberrima compagnia Teatro Umoristico I De Filippo decise di portarla in scena, in particolare al Teatro Nuovo di Napoli, per la regia dello stesso Eduardo.
Da ricordare che tra gli interpreti di allora figuravano anche Tina Pica e Dolores Palumbo.
Come molti lavori dell’autore napoletano, anche Ditegli sempre di sì ebbe una ripresa televisiva, precisamente nel 1962, diretta da De Filippo in persona.
Luca De Filippo la riportò in scena con grande successo in occasione della Biennale Teatro ’82 a Venezia, sempre con la regia del padre, sostituito nella sua parte originale proprio dal figlio.
Tra il 1997 el il 98 la commedia fu rappresentata anche all’estero, stavolta per la regia di Luca De Filippo.
Ecco uno stralcio dell’ultimo discorso pubblico di Eduardo: Quando sono in palcoscenico a provare, quando ero in palcoscenico a recitare… è stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo. Così si fa il teatro. Così ho fatto!

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“Sole” di Valentina Capone al Nuovo Teatro Nuovo

valentina capone
Sarà in scena, per due sole repliche, martedì 27 e mercoledì 28 2009 alle ore 21.00, negli spazi del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Sole, uno spettacolo di e con Valentina Capone, liberamente tratto da Le Troiane e da Ecuba di Euripide.

L’allestimento si avvale dell’ideazione luci a cura di Francesco Vommaro e Valentina Capone, le maschere di Stefano Perocco Di Meduna, per la regia, l’ideazione dello spazio scenico ed i costumi di Valentina Capone. I testi di riferimento di Sole sono, fondamentalmente, Ecuba e Le Troiane. La tecnica compositiva utilizzata da Euripide in queste Tragedie consiste nella successione di momenti, senza un nodo tragico, accentratore dell’azione. L’unità va ricercata nel clima sentimentale e stilistico. A questa particolare struttura drammaturgica, sono state inserirti, durante il processo creativo dell’allestimento, suoni, parole e frammenti altri. Tra questi, la “piccola storia di Etora”, un personaggio di pura fantasia che commenta l’azione e le apparizioni sulla scena, dal suo punto di vista.
Etora è l’improbabile amante di Ettore. E’ rimasta sola, poiché, talvolta, può accadere che una mattina ci si svegli ed il proprio eroe non c’è più, forse è andato in guerra.
Etora non pensa, non esita, agisce, fa qualcosa, fa un’azione, parte anche lei: senza armi e senza capire. Ingenua ed inconsapevole, con le sue battute Etora spezza parzialmente il ritmo tragico e suggerisce un’altra dimensione in cui vivere il dramma. Ma, nonostante ciò, inevitabilmente, viene via via assorbita dall’insensatezza della guerra e dall’immobilità dell’attesa, che tutto rende minaccioso e tutti paralizza.

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Il Sacro Comico

La cantata dei pastori

Fino all’11 Gennaio 2009 al Teatro delle Palme di Napoli sarà in scena La cantata dei pastori, di e con Peppe Barra e Paolo Memoli, per la regia dello stesso Barra.
Da sottolineare le scene a cura di Emanuele Luzzati, in collaborazione con Roberto Rebaudengo
L’opera, che è stata scritta alla fine del ‘600 da Andrea Perrucci, descrive le vicissitudini di Maria e Giuseppe durante il viaggio verso Betlemme. Nella storia irrompe il personaggio comico di Razzullo/Barra, uno scrivano afflitto dalla fame e incapace di svolgere un lavoro stabile. La presenza di un personaggio comico come Razzullo all’interno di un contesto sacro doveva servire, all’epoca in cui La cantata dei pastori fu composta, ad attirare le masse popolari e a trasmettere loro il messaggio cristiano attraverso il teatro. L’opera ha visto, nel corso degli anni, l’inserimento di altri personaggi comici e uno stravolgimento sempre più marcato dei suoi contenuti, al punto che nel 1889 le autorità decisero di vietarne la rappresentazione. Tuttavia, la censura durò per poco tempo. Difatti la pièce ha fatto parte del repertorio di molte compagnie per tutto il ‘900 conservando un fascino intatto nell’allestimento di Peppe Barra e Paolo Memoli.

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Teneva il quartiere in ordine

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Il 4 di Gennaio del 2009 al Teatro Mercadante di Cerignola sarà in scena Il sindaco del rione Sanità, un classico di Eduardo De Filippo. La regia è di Carlo Giuffrè. Oltre a quest’ultimo, gli interpreti sono Piero Pepe, Antonella Lori, Massimo Masiello, Gennaro Di Biase, Vincenzo Borrino, Roberta Misticone, Enzo Romano, Aldo De Martino e Alfonso Liguori.
Il sindaco del rione Sanità è una commedia in tre atti che fa parte della raccolta intitolata la Cantata dei giorni dispari.
Ecco cosa disse lo stesso Eduardo, riferendosi al personaggio reale da cui aveva tratto il sindaco della commedia: Si chiamava Campoluongo. Era un pezzo d’uomo bruno. Teneva il quartiere in ordine. Venivano da lui a chiedere pareri su come si dovevano comporre vertenze nel rione Sanità. E lui andava. Una volta ebbe una lite con Martino ‘u Camparo, e questo gli mangiò il naso. Questi Campoluongo non facevano la camorra, vivevano del loro mestiere, erano mobilieri. Veniva sempre a tutte le prime in camerino. “Disturbo?” chiedeva. Si metteva seduto, sempre con la mano sul bastone. “Volete ‘na tazza ‘e cafè?”. Lui rispondeva: “Volentieri”. Poi se ne andava…
Si tratta forse di una delle opere più amare di Eduardo, nella quale l’autore affronta alcuni drammatici aspetti della società napoletana.
Carlo Giuffrè è un bravo attore napoletano, sia di cinema che di teatro, noto ai più pure per il suo sodalizio artistico con il fratello Aldo.
Entrambi lavorarono con Eduardo per molto tempo, interpretando la maggior parte delle commedie del grande drammaturgo, grazie alle quali il giovane Carlo mostrò sin dall’inizio le sue doti di attore dalla vocazione comica e grottesca.

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Carabinieri, fate i camion più grossi

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Questo Mercoledì 17 Dicembre alle ore 21.30 al Teatro Tam Tunnel comedy club di Napoli avrà luogo un evento spettacolo dedicato a Massimo Troisi, uno degli ultimi grandi attori italiani, come ormai non ce ne sono più.
Si tratta di un reading teatrale dal titolo Da domani mi alzo tardi, ad opera di Anna Pavignano, tratto dal libro omonimo di quest’ultima, compagna di lavoro del celebre attore e, per un certo periodo, anche di vita. In scena il tutto sarà accompagnato dalle musiche originali e dal vivo di Alfredo Morabito.
Massimo Troisi nacque a San Giorgio a Cremano nel 1953 e ci ha lasciato nel giugno del 1994, rendendosi noto anche come regista e sceneggiatore. Da ricordare la sua candidatura postuma all’Oscar nel 1996 come miglior attore protagonista, grazie alla sua toccante interpretazione nel film Il postino. Di lui si dice che, per merito del suo appassionato lavoro, si sia guadagnato un posto nella schiera dei grandi attori napoletani come Eduardo e Totò.
Il testo della Pavignano, la quale firmò quasi tutti i film di Troisi come co-sceneggiatrice, ripercorre la vita personale e artistica dell’attore e, per far ciò, usa un pretesto narrativo e finge che questi non sia morto, ma abbia scelto invece di ritirarsi a vivere in una misteriosa località di campagna, lontano dai palcoscenici e dalla notorietà, tagliando i ponti con tutto quello che è stato prima, comprese le persone con cui ha condiviso la propria esistenza.
Così, tanto per rievocare la sapiente ironia di Massimo, riporto una sua osservazione su Napoli, più che mai attuale: A Napoli la disoccupazione è un problema che va risolto. E i politici ce la stanno mettendo tutta. Hanno pensato di risolverlo con gli investimenti. Solo che poi hanno visto che con un camion dei carabinieri riescono a investirne uno, due. Quelli so’ tanti. Se vogliono risolvere veramente il problema, con una politica seria e impegnata, l’unica cosa è fare i camion più grossi.
Il Tam Tunnel Comedy Club si trova in Gradini Nobile 1 (traversa via Martucci) a Napoli.

Una zitella da sposare

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Da stasera fino al 4 gennaio, al Teatro della Cometa di Roma, sarà in scena la commedia in due atti dal titolo Quaranta… ma non li dimostra, scritta da Peppino e Titina De Filippo e diretta da Luigi De Filippo, che è anche uno degli interpreti.
Questa brillante commedia vede il suo esordio nel 1933 a Napoli interpretata da Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, ottenendo alla prima un notevole successo.
La trama: Don Pasquale, vedovo e padre di quattro figlie, cerca di trovarle un marito, soprattutto a Sesella, la maggiore, ormai quarantenne. Quest’ultima dimostra un grande affetto e attaccamento per le sorelle, nonché verso il genitore, dimostrando un grande rispetto per il ricordo della madre defunta. Sesella è una donna di valore, una zitella diversa dai canoni moderni, esempio di responsabilità e maturità.
Luigi De Filippo, uno dei principali interpreti del Teatro napoletano di grande tradizione, dopo aver portato in scena questa commedia altre volte, con notevole successo, la ripropone al pubblico d’oggi in una edizione rinnovata, con il proposito di far conoscere una delle opere più preziose del Teatro dei De Filippo.
Lo spettacolo vede anche le interpretazioni di Ivana D’Alisa, Simona Di Nardo, Ingrid Sansone
Feliciana Tufano, Luca Negroni, Giorgio Pinto, Antonio Buonanno, Massimo Pagano e Tiziana Tirrito.
Il Teatro Della Cometa è come già detto a Roma in via del Teatro Marcello, 4.
Informazioni: Tel. 06 678 43 80

02 e 03 dicembre al Teatro Corallo di Torre del Greco l’appassionata antologia della musica napoletana “Novecento Napoletano”

teatro

02 e 03 Dicembre 2008
NOVECENTO NAPOLETANO
di Bruno Garofalo e Lello Scarano
con Gennaro Cannavacciuolo, Rosaria De Cicco, Franco Castiglia, Ciro Capano
regia e scene Bruno Garofalo
arrangiamenti e direzione d’orchestra Tonino Esposito
inizio spettacolo ore 21.00, ingresso euro 30,00
ridotti Cral/Studenti euro 28,00

Novecento Napoletano, l’appassionata antologia della musica napoletana scritta e diretta da Bruno Garofalo, sarà al Teatro Corallo di Torre del Greco il 2 e il 3 dicembre.
Oltre 50 elementi tra attori/cantanti, danzatori, bandisti, musicisti e figuranti si alterneranno sul palco per dare vita ad un viaggio nell’età d’oro della canzone napoletana. Un viaggio a cavallo del secolo scorso condotto da un’esuberante Rosaria De Cicco e da un cast d’eccezione composto, tra gli altri, da: Gennaro Cannavacciuolo, Franco Castiglia, Ciro Capano, Susy Sebastiano e da giovani talenti quali il tenore Carmine De Domenico e le cantanti Stefania Lai e Daniela Fiorentino.

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Amore e Psiche al teatro Acacia di Napoli

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Apuleio e la favola dell’Asino d’oro rivisitati dalla Compagnia MarioChiocchio e dal Balletto di Roma a Napoli al teatro Acacia da oggi 5 novembre al prossimo 9 di novembre.
“C’era una volta un re ed una regina che avevano tre figlie bellissime”, incipit della fiaba di Amore e Psiche, cuore dell’Asino d’oro di Apuleio. Romanzo moderno dell’antichità romana. “Psiche era bellissima, talmente bella da suscitare invidia addirittura in Venere che irata dall’esistenza di una mortale che adombrava la sua bellezza decide di punirla, eliminarla, facendola innamorare di una qualche mostruosità. Ma Amore, alla vista di Psiche se ne invaghisce, e la salva da rovina e morte, portandola in un suo castello fatato, dove la notte la ama senza farsi mai vedere in volto”.
Renato Giordano rilegge l’opera di Apuleio in un mix teatro danza da tutto esaurito. In bilico tra classico e contemporanea performance artistica.
Amore e Psiche in scena quindi al teatro Acacia di Napoli, in via Tarantino (tel.: +39 081 5563999). Biglietto speciale under12 a 15 euro, poltrona a 30 euro (ridotto under12 22 euro), poltroncina 22 euro.
Maggiroi informazioni sul sito http://www.teatroacacia.it