L’amore sotto il naso

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Questa sera alle ore 21 al Teatro Giacosa di Ivrea sarà in scena nientedimeno che Cirano di Bergerac, la celebre opera di Edmond Rostand. Il regista è Corrado d’Elia che è anche interprete insieme a Umberto Terruso, Federica Bognetti, Gianlorenzo Brambilla, Gustavo La Volpe, Alessandro Pazzi, Elisa Pella, Marco Brambilla, Alessandro Fantinato, Fabio Paroni e Maurizio Suraci.
Cyrano de Bergerac, nel titolo originale, è stato pubblicato nel 1897.
La vicenda trae spunto da un personaggio realmente esistito, tale Savinien Cyrano de Bergerac, uno scrittore francese del 1600, dotato di notevole fantasia.
La commedia, suddivisa in cinque atti, esordì a teatro nello stesso anno dell’uscita del libro, a Parigi, interpretata nella parte principale da Coquelin Aîné, un noto attore dell’epoca, il quale aveva commissionato quel ruolo egli stesso a Rostand.
L’opera ebbe un’enorme successo, sia di pubblico che di apprezzamento da parte della critica e, in seguito, Edmond Rostand venne omaggiato dalla Legion d’onore, nonché eletto membro dell’Académie française.
Ecco uno stralcio della trama: Cirano è un abilissimo spadaccino dotato di un naso a dir poco prominente. E’ anche poeta ed estroso scrittore, oltre ad avere un carattere alquanto suscettibile, soprattutto su chi osi porre qualsiasi tipo di attenzione sulla sua voluminosa protuberanza.
Temuto da ogni avversario, pena l’esser trafitti dalla sua infallibile spada, in realtà, sotto la scorza egli nasconde un delicato sentimento di intensa quanto impossibile passione verso sua cugina Rossana, ignara del suo amore…

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Non sei mai fregato se hai una buona storia

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Domani 22 dicembre, in un’unica data, al teatro Valdaso di Pedaso (Ascoli Piceno) sarà in scena Novecento, il noto testo di Alessandro Baricco.
Lo spettacolo, nel cartellone realizzato da Comune e Amat con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche, sarà interpretato da Eugenio Allegri, destinatario e primissimo interprete dell’opera.
Novecento è un monologo teatrale pubblicato da Feltrinelli nel ‘94. Oltre all’interpretazione di Allegri, la prima edizione dello spettacolo vedeva la regia di Gabriele Vacis e debuttò nel luglio di quell’anno al Festival di Asti.
Ecco cosa dice l’attore di questo lavoro: Novecento non sarà mai più soltanto il secolo appena trascorso o un riconosciuto periodo letterario o storico o filosofico o artistico. Non sarà mai più solo un libro perchè semmai per me è stato innanzi tutto un copione. Per me Novecento è stato e sarà per sempre il mio spettacolo e adesso finalmente lo posso dichiarare: io sono Novecento. Non sono l’unico, ma lo sono.
Ed ecco la trama direttamente dal suo sito: Negli anni a cavallo delle due guerre mondiali, abbandonato sulla nave dai genitori e ritrovato sopra un pianoforte da un marinaio, Novecento trascorre tutta la sua esistenza a bordo del Virginian, senza trovare mai il coraggio di scendere a terra.
Impara a suonare il pianoforte e vive di musica e dei racconti dei passeggeri. Sul grande transatlantico, Novecento riesce a cogliere l’anima del mondo. E la traduce in una grande musica jazz
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Carabinieri, fate i camion più grossi

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Questo Mercoledì 17 Dicembre alle ore 21.30 al Teatro Tam Tunnel comedy club di Napoli avrà luogo un evento spettacolo dedicato a Massimo Troisi, uno degli ultimi grandi attori italiani, come ormai non ce ne sono più.
Si tratta di un reading teatrale dal titolo Da domani mi alzo tardi, ad opera di Anna Pavignano, tratto dal libro omonimo di quest’ultima, compagna di lavoro del celebre attore e, per un certo periodo, anche di vita. In scena il tutto sarà accompagnato dalle musiche originali e dal vivo di Alfredo Morabito.
Massimo Troisi nacque a San Giorgio a Cremano nel 1953 e ci ha lasciato nel giugno del 1994, rendendosi noto anche come regista e sceneggiatore. Da ricordare la sua candidatura postuma all’Oscar nel 1996 come miglior attore protagonista, grazie alla sua toccante interpretazione nel film Il postino. Di lui si dice che, per merito del suo appassionato lavoro, si sia guadagnato un posto nella schiera dei grandi attori napoletani come Eduardo e Totò.
Il testo della Pavignano, la quale firmò quasi tutti i film di Troisi come co-sceneggiatrice, ripercorre la vita personale e artistica dell’attore e, per far ciò, usa un pretesto narrativo e finge che questi non sia morto, ma abbia scelto invece di ritirarsi a vivere in una misteriosa località di campagna, lontano dai palcoscenici e dalla notorietà, tagliando i ponti con tutto quello che è stato prima, comprese le persone con cui ha condiviso la propria esistenza.
Così, tanto per rievocare la sapiente ironia di Massimo, riporto una sua osservazione su Napoli, più che mai attuale: A Napoli la disoccupazione è un problema che va risolto. E i politici ce la stanno mettendo tutta. Hanno pensato di risolverlo con gli investimenti. Solo che poi hanno visto che con un camion dei carabinieri riescono a investirne uno, due. Quelli so’ tanti. Se vogliono risolvere veramente il problema, con una politica seria e impegnata, l’unica cosa è fare i camion più grossi.
Il Tam Tunnel Comedy Club si trova in Gradini Nobile 1 (traversa via Martucci) a Napoli.

Goethe in musical

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Fino al 21 dicembre, al Teatro Sala Uno di Roma si potrà assistere al musical Faust, diretto da Claudio Boccaccini e tratto dall’omonima opera di Goethe.
Lo scrittore tedesco lavorò sul testo in questione per gran parte della sua vita, realizzando un’opera incredibile che lo ha innalzato sino all’olimpo dei massimi autori tedeschi.
IL Faust ottenne un successo enorme, suscitando – tra gli altri – l’ammirazione di Lenin. Si dice che questi godé della lettura del libro in Siberia, lì costretto all’esilio. Al contrario, Hitler mostrò pubblicamente di non gradire l’autore e la sua opera, al punto da cercare di bandirlo dalla letteratura tedesca. Fortunatamente, il suo tentativo non ebbe buon esito.
Il musical di Boccaccini, a detta degli autori, è una versione più moderna, pop e resa più fruibile per gli spettatori di ogni età e cultura. Lo scopo è quello di offrire uno spettacolo emozionante e piacevole, che in circa 100 minuti compendi una delle opere più belle della letteratura mondiale.
L’opera, allegoria della vita umana nell’intera gamma delle passioni, delle miserie e dei momenti di grandezza, afferma il diritto e la capacità dell’individuo di voler conoscere il divino e l’umano, la capacità dell’uomo di essere misura di tutte le cose.
I personaggi e gli interpreti dello spettacolo sono:
Faust: Marco Stabile
Mefistofele: Enrico Bernardi
Margherita: Valentina Spalletta
La Strega – Marta: Claudia Tortorici
Wagner: Nicola Zamperetti
Le coreografie sono a cura di Stefano Bontempi.
Orari: Tutti alle ore 21.00, tranne la domenica alle 17.30
Il Teatro Sala Uno si trova a Roma in P.zza di Porta S. Giovanni, 10.

Lo strano caso di Rebecca

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Ha debuttato il 4 dicembre al Teatro in Scatola di Roma lo spettacolo Rebecca, di e con Cristina Arnone, liberamente ispirato al libro L’uomo che scambio sua moglie per un cappello, di Oliver Sacks.
Quest’ultimo è un neurologo e scrittore londinese, che attualmente risiede negli Stati Uniti, autore di alcuni libri tratti dai vissuti dei suoi stessi pazienti e dalle loro problematiche cliniche. Il suo testo più famoso è Risvegli (In inglese Awakenings), dal quale è stato tratto il film omonimo interpretato da Robin Williams e Robert De Niro.
L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è stato pubblicato nella sua prima edizione a New York nel 1985. Nel testo Sacks descrive alcuni casi di pazienti con lesioni encefaliche di diverso tipo, causa dei comportamenti più strani.
Ecco cosa dice l’autore nella prefazione: Mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse sono anche insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia.
Cristina Arnone ci racconta a sua volta la storia di Rebecca, un’adolescente diversamente abile, in grado di toccare la realtà in maniera diretta e concreta, come fanno i bambini, senza filtro.
Non resta che seguirla.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 14 dicembre al Teatro in Scatola a Roma, in Lungotevere degli Artigiani 14 alle ore 21 e la domenica alle 18.
Informazioni: Tel. 06.5815016

Si salvi chi può

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Segnalo per Giovedì 11 dicembre 2008, al Teatro La Fenice di Senigallia lo spettacolo Un paese di gente perbene, un fuori programma all’interno del Festival Adriatico Mediterraneo, di e con
Gian Antonio Stella e Bebo Storti.
Insieme al bravo attore Storti, Stella trae spunto per questo lavoro dal saggio dal titolo La deriva, perché l’Italia rischia il naufragio, un libro-inchiesta uscito quest’anno è scritto dal giornalista insieme a Sergio Rizzo, entrambi penne del Corriere della Sera.
Il lavoro descrive le drammatiche condizioni economiche e sociali in cui si trova l’Italia in seguito a decenni di malgoverno (senza distinzione politica) e si può considerare come seguito del best-seller La casta, scritto dagli stessi autori un anno prima. Storie e aneddoti intervallati da canti provenienti dal patrimonio popolare italiano per raccontare un paese di gente per bene. La voce narrante di Gian Antonio Stella e la voce recitante di Bebo Storti illustrano, discutono, si interrogano sull’Italia, paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva, con una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi.
Il Teatro La Fenice, come già detto, è a Senigallia, in provincia di Ancona, in via C. Battisti, 19
Informazioni: tel. 071.7930842 – 393.9567505

Passaggio in teatro

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Fino a stasera, al Teatro Guglielmi di Massa, potrete assistere allo spettacolo Passaggio in India, adattamento teatrale compiuto da Santa Rama Rau dell’omonimo romanzo scritto da Edward Morgan Forster.
Il testo fu pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1924. Edward Morgan Forster è stato uno celebre scrittore britannico noto al grande pubblico anche perché da alcuni suoi lavori sono stati tratti film molto apprezzati, come lo stesso Passaggio in India (diretto da David Lean), Camera con vista e Casa Howard, entrambi con la regia di James Ivory.
La messa in scena di stasera è diretta da Federico Tiezzi e vede spiccare le interpretazioni di Giulia Lazzarini, nel ruolo dell’anziana Mrs. Moore e di Sandro Lombardi in quello di Mr. Fielding.
Passaggio in India è il secondo appuntamento della stagione teatrale massese 2008-2009, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Massa e dalla Fondazione Toscana Spettacolo.

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Chiamatemi Ismaele

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Questa Domenica 30 Novembre alle 17, al Teatro Mancinelli di Orvieto ci si potrà immergere nel mondo, ovvero, nell’oceano dominato da Moby Dick. Sto parlando dello spettacolo interpretato da Giorgio Albertazzi e diretto da Antonio Latella.
Moby Dick è un celebre capolavoro narrativo dello scrittore americano Herman Melville e risale al 1851. Il romanzo descrive il viaggio della Pequod, una baleniera guidata dal capitano Achab, ossessionato dalla temibile balena bianca (in realtà un capodoglio), il cui nome dà il titolo alla storia.
Il vero protagonista della vicenda è però Ismaele, voce sul campo dell’autore, le cui profonde considerazioni, che spaziano tra la filosofia e la scienza, tra l’arte e la religione, si alternano alle avvincenti scene di caccia intraprese dal coraggioso equipaggio.
L’opera di Melville è a detta di molti e, per quel che può valere, anche del sottoscritto un libro must read, come dicono gli anglosassoni, uno scritto di un’attualità straordinaria che dovrebbe essere presente in ogni libreria degna di questo nome.
Dal testo: Gli uomini possono sembrare detestabili presi in società commerciali e in nazioni, possono esserci tra loro dei furfanti, degli stupidi e degli assassini, possono avere facce vili e sparute, ma l’uomo, nell’ideale, è così nobile e così splendido, è una creatura così grande e radiosa, che sopra ogni sua macchia d’ignominia tutti i compagni dovrebbero correre a gettare i loro mantelli più preziosi.
Il Teatro Mancinelli è in Corso Cavour, 122 – 05018 – ORVIETO
Tel. 0763 340422 Fax 0763 340418 – info@teatromancinelli.it

Teatro diversamente ricco

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Segnalo con piacere un interessante libro in uscita, dal titolo Diversabili e teatro, corpo ed emozioni in scena, di Andrea Mannucci e Laura Collacchioni.
Dalla presentazione della casa editrice Del Cerro: Il teatro è fondamentalmente corporeità ed emozione e il teatro sociale è l’incontro vivo della comunicazione, dello sguardo, è arte totale del corpo dell’attore insieme ad altri corpi, in un tripudio di emozioni nella piena ricerca dell’identità. Questo è il teatro sociale, cioè il teatro del diverso che si misura con se stesso e crea suggestioni, che va al di là della riabilitazione, che oltrepassa il limite del terapeutico per diventare realtà vissuta e consapevole. Il volume vuole, dunque, affrontare queste tematiche e catturare l’attenzione di educatori, insegnanti, genitori, per proporsi come strumento di autonomia e di riscoperta, o forse scoperta effettiva, di un mondo sommerso colmo di suggestioni e di insegnamenti per tutti noi. Il teatro incontra qui il disagio e lo tramuta in valore, ponendosi obiettivi che si situano a livello psicologico, educativo e di autorealizzazione.
Il libro è suddiviso in due parti: nella prima viene analizzata la comunicazione corporea, sia emozionale che razionale dell’uomo, a prescindere dalle differenze che lo rendono unico, per innalzare la diversità a vera ricchezza. Nella seconda si presentano esperienze vissute di lavoro con persone diversamente abili, piene di stimoli e di potenzialità soffocate da secoli di retrograde ideologie.

A chi ama la nostra terra

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Segnalo per il prossimo sabato un attuale evento al Teatro Vascello di Roma, in occasione del quale verrà presentato il libro Fragole e uranio, sottotitolo Scansano Jonico: storia di una rivolta. Ecco una presentazione direttamente dal sito dedicato al volume: Questo lavoro ripercorre la protesta dei cittadini Lucani contro il progetto governativo di installare una discarica di scorie nucleari a Scanzano Jonico. Un racconto svolto da Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo, protagonisti della lotta, che hanno dato voce alla rabbia e alla paura di un intero popolo verso scelte troppo spesso azzardate nei metodi e nei tempi. In un viaggio che va da Terzo Cavone, campo base della rivolta e giunge sino a Roma, gli autori riscoprono solidarietà e comunanza di interessi, quegli stessi valori che hanno caratterizzato le lotte contadine del passato. Pagine di denuncia, dunque, proprio quando il tema della questione nucleare torna prepotentemente d’attualità e svela il paradosso tra chi ritiene l’energia nucleare fonte di guadagno e chi guarda all’energia alternativa quale unica via possibile per la salvaguardia dell’ambiente.
Interverranno gli autori del libro, Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo, insieme a Beppe Grillo, autore della prefazione. La serata sarà moderata dalla giornalista Isabella Mezza.
Dedicato a tutti quelli che hanno difeso e amano la loro madre terra, Sabato 22 Novembre Ore 17.00.
La presentazione del libro verrà trasmessa in streaming su www.scansiamolescorie.org e in diretta su Basilicata radio 2
www.fragoleeuranio.blogspot.com
scansiamolescorie@gmail.com
Informazioni: Teatro Vascello, Via Giacinto Carini 78 – Roma Tel: 06 5881021 www.teatrovascello.it