Sono guarito, signori!

Pagliai e Gassman

Sempre stasera 19 gennaio, al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno potrete assistere all’Enrico IV di Luigi Pirandello. La regia è di Paolo Valerio e gli interpreti sono Ugo Pagliai e Paola Gassman.
L’Enrico IV è una commedia in 3 atti scritta dall’autore nel 1921. Il suo debutto avvenne nel febbraio dell’anno successivo a Milano, presso il Teatro Manzoni.
L’opera si presenta come una sorta di studio intorno al tema della follia e sulla relazione tra verità e finzione, punti fissi della drammaturgia pirandelliana.
Ecco una sintetica trama: un borghese romano partecipa ad una battuta di caccia impersonando Enrico IV, insieme ad una donna che ama, tale Matilde di Spina e a Belcredi, suo concorrente.
Questi provoca la caduta dal cavallo del primo e le conseguenze sono inaspettate. Difatti l’uomo, a causa di un colpo alla testa, è convinto di essere sul serio Enrico IV.
Tutti assecondano la sua improvvisa pazzia e molto tempo dopo, ben dodici anni, Enrico guarisce e viene a sapere che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente, con lo scopo di sottrargli proprio Matilde. E’ così che il nostro prende la decisione di fingersi ancora pazzo, incapace di vedere la realtà per quella che è…

Il Teatro Bucci si trova in Corso Italia 3 (San Giovanni Valdarno – AR)
Informazioni: Tel. 055 9121421

Chi vale di più, deve fare di più

Miguel de Cervantes

Stasera 19 gennaio alle ore 21, al Teatro Sociale di Como, sarà in scena il Don Chisciotte, tratto dal celeberrimo romanzo di Miguel de Cervantes.
La regia di questo adattamento è di Franco Branciaroli, che ne è anche l’interprete, per conto dalla Compagnia Teatro de Gli Incamminati.
Don Chisciotte della Mancia, titolo completo dell’opera dello scrittore spagnolo Cervantes, è da molti considerato uno dei primi romanzi moderni e tra i migliori al mondo.
E’ un ammirevole incontro di generi, soprattutto quello picaresco e quello epico e cavalleresco.
Come ispirazione del suo lavoro, Cervantes indicò un manoscritto da lui tradotto dall’arabo, opera dello storico Cide Hamete Benengeli, in cui si narrano le avventure di Don Chisciotte.
Il libro uscì in due parti, la prima nel 1605 e la seconda dieci anni dopo ed è ritenuto tutt’oggi il più importante romanzo della letteratura spagnola.
Uno degli intenti principali dell’autore, attraverso il Don Chisciotte, era quello di operare una sorta di satira nei confronti degli intellettuali suoi contemporanei, a suo avviso, incapaci a comprendere il loro tempo, ciechi innanzi alla rovina portata dal crescente materialismo e dalla scomparsa degli ideali, elementi fondanti di una crisi ormai alle porte nella società spagnola.

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A Genova “Il Turco in Italia”

A Genova A due anni dalla scomparsa, il Teatro Carlo Felice ricorda Emanuele Luzzati ricostruendo e riportando in scena la splendida scenografia per Il turco in Italia con cui nel 1983 il grande pittore, illustratore e scenografo genovese iniziò la collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro.

Il turco in Italia, dramma buffo in due atti di Felice Romani messo in musica da Gioachino Rossini, è del 1814, ma quasi interessa di più la sua data di rinascita, quando Gianandrea Gavazzeni e una giovane Maria Callas rivelatasi insospettabile comica la portarono al trionfo a Roma nel 1950. Ritenuto a torto una risposta “minore” a L’italiana in Algeri, Il turco in Italia è in realtà un piccolo originalissimo capolavoro che si è ripresentato come il più moderno dei lavori rossiniani. Il giovane Felice Romani, pressoché esordiente, ha inventato un libretto sorprendente in cui Prosdocimo, un “poeta”, ovvero un librettista, se ne va in giro in cerca di un soggetto per un’opera buffa. Lo trova nella vita reale che lo circonda e subito vi entra e spesso lo commenta, senza un’aria per sé, proprio come voce fuori campo, sebbene mescolandosi ai suoi protagonisti. La girandola degli amori segnata da quella di una musica strepitosa non è semplice, il turco è il principe Selim che amò la zingara Zaida fuggita dall’harem per la gelosia delle altre, Zaida si presenta leggendo la mano a Geronio che vuol sapere quando sua moglie Fiorilla metterà la testa a posto, e questa infatti civetta con il turco, incantato dalle italiane. E poi c’è il cavalier servente di Fiorilla, Narciso, che si traveste da turco mentre a una festa indiavolata Zaide è vestita da Fiorilla, e Prosdocimo consiglia a Geronio di fingere il divorzio quando sa che Selim e Zaide si sono riconciliati, così per merito suo anche la frizzante Fiorilla abbraccia suo marito.

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La vita è un racconto narrato da un idiota

Stasera 16 gennaio, al Teatro Dante Alighieri di Ravenna sarà in scena il Macbeth, nota opera di William Shakespeare, con la traduzione di Alessandro Serpieri e la regia di Gabriele Lavia.
Gli interpreti sono lo stesso Lavia, insieme a Giovanna Di Rauso, Maurizio Lombardi, Biagio Forestieri, Patrizio Cigliano, Mario Pietramala, Alessandro Parise, Michele Demaria, Daniel Dwerryhouse, Fabrizio Vona, Andrea Macaluso, Mauro Celaia, Giorgia Sinicorni, Chiara Degani e Giulia Galiani.
Il Macbeth è una delle più famose tragedie di Shakespeare, oltre ad essere anche la più breve.
Ha avuto nel corso dei secoli un numero impressionante di rappresentazioni e adattamenti, che l’hanno resa il dramma simbolo della ricerca del potere ad ogni costo, con tutte le sue conseguenze.
L’autore dovrebbe aver tratto la sua ispirazione dalle ricerche di Raphael Holinshed e del filosofo scozzese Hector Boece intorno alla figura del re MacBeth di Scozia.
La tragedia è circondata anche da alcune superstizioni, che ritengono l’opera maledetta, al punto da indurre alcuni attori a chiamarla solamente Il dramma scozzese, evitando di nominarne il titolo ad alta voce.
Piuttosto nota è anche la versione operistica del Macbeth, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.
Dal Macbeth: La vita… è un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore, e senza alcun significato.

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Nel meraviglioso mondo di Benni

Oggi 15 gennaio 2009, alle ore 21, se passate per Pescia, non potete assolutamente perdervi Benneide 2, opera scritta da un grande autore italiano, Stefano Benni, in scena al Teatro Pacini.
La regia è di Cristina Pezzoli e l’interprete è la brava Angela Finocchiaro.
Stefano Benni è autore di molti splendidi romanzi ed originalissime antologie di racconti, tra i quali Bar Sport, Elianto, La compagnia dei celestini, Baol e Comici spaventati guerrieri.
Come giornalista, ha collaborato tra gli altri con i settimanali L’Espresso e Panorama e con i satirici Cuore e Tango, i quotidiani La Repubblica e Il Manifesto.
Nel 1987 ha scritto la sceneggiatura del film Topo Galileo, regia di Francesco Laudadio, interpretato da Beppe Grillo e con le musiche di Fabrizio De André e Mauro Pagani.
Insieme al jazzista Umberto Petrin è autore di Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonius Monk.
I suoi romanzi contengono, tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, una forte satira della società italiana degli ultimi decenni. Il suo stile di scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari.
A mio modesto parere, è un esempio per chi scrive.
Da studiare.

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Commedia amara

Dal 21 gennaio all’8 febbraio, con anteprima il 20 gennaio alle 21, al Teatro Sala Umberto di Roma potrete assistere allo spettacolo La Visita, di Ettore Scola, Ruggero Maccari e Antonio Pietrangeli, per la regia di Duccio Camerini. Gli interpreti sono lo stesso Camerini, Antonella Attili, Edoardo Rossi e Paola Pessot.
Ecco la trama (dal Dizionario dei Film di Paolo Mereghetti): In seguito ad un annuncio matrimoniale, tra Pina e Adolfo è nato un rapporto epistolare. Quando finalmente si conoscono, in occasione della visita di lui a casa di lei, viene a galla tutta la natura meschina ed egoista di Adolfo, povero commesso di libreria, e ogni cosa si spegne dopo una fugace notte d’amore e un commiato imbarazzato tra i due. Commedia amara tra le migliori di Pietrangeli, che sta dalla parte della protagonista, una donna a mezz’aria tra il proletariato contadino e la piccola borghesia provinciale, che cerca disperatamente di vincere la solitudine. Ma è con il ritratto dell’uomo – volgare, meschino, avido e ipocrita – che il film raggiunge le sue vette: né marionetta né mostro, Adolfo è nella sua banalità uno dei personaggi più neri che ci abbia mostrato la commedia in Italia, che proprio attraverso lui arriva a trasmettere allo spettatore punte di malessere inusitate, tanto più inquietanti perché nascono dalla semplice osservazione neorealista dell’umanità, senza nessun sovraccarico di sarcasmo e di grottesco…

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Una donna di oggi

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Dal 20 al 25 gennaio al Teatro Vascello di Roma sarà in scena Edema (Medea), un atto unico di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis. Gli interpreti sono Barbara MONTANARI e Severino Briccarello. La regia è di Flavio De Bernardinis.
Lo spettacolo è un assolo della protagonista, Edema, rinchiusa in uno spazio claustrofobico, la quale, discorrendo con le proprie forme pensiero (il pubblico, i tre musicisti che l’accompagnano), proclama la sua innocenza di fronte al sulfureo tribunale dell’uomo (una voce fuori scena).
Nello spettacolo, Edema (un edema è un livido sulla pelle; la protagonista ne ha due, come i figli che non ci sono più) è anche un’attrice, una grande attrice, che approfitta del ruolo prestigioso, ai confini del mito, per mettere in campo tutto il suo charme.
Edema, naturalmente, è anche una madre, una donna di oggi, e soprattutto è la Madre, l’archetipo della Terra.
In tale alternanza tra figura mitica, donna di oggi, attrice e diva di ogni tempo, lo spettacolo procede per un’ora circa. Un trio di musicisti è in scena con la protagonista a cadenzarne la performance.
E’ prevista una serata a tema, riguardante la chiave di lettura esoterica del mito, dove, alla fine della rappresentazione, esperti e studiosi affronteranno col pubblico le implicazioni, appunto, esoteriche, dello spettacolo appena proposto.
Il mito di Medea, la maga, la barbara. Alle origini dell’archetipo della Terra. Oggi Medea si potrebbe chiamare Edema. L’edema è un segno di violenza che affiora sulla pelle. Improvvisamente, una voce misteriosa irrompe in scena e tenta di catturarne l’anima. Riuscirà Edema a resistere?

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Arte e potere

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Dal 20 gennaio al 12 febbraio alle ore 21, al Teatro Vittoria di Roma potrete assistere allo spettacolo L’arte della commedia, geniale opera di Eduardo De Filippo.
Gli interpreti sono Stefano Altieri, Renato Scarpa, Carlo Lizzani, Massimiliano Franciosa, Roberto Della Casa, Annalisa Favetti, Riccardo Cascadan, Michele Lella, Ludovica Rosenfeld.
La regia è di Stefano Messina.
Ecco una sintetica trama: Il povero capocomico di una compagnia di attori girovaghi rimasto senza il suo capannone itinerante in seguito ad un incendio, chiede aiuto al Prefetto della città dove è rimasto bloccato. Dalla discussione dei due protagonisti, segnata da violenti contrasti e divergenti visioni, scaturisce una riflessione sul teatro e sulla sua funzione nella società, sull’impegno dello stato a favore dell’arte e sulla condizione degli attori. Ma il dialogo tra arte e potere sembra essere un dialogo tra sordi.
Un tema attualissimo e scottante perché, come dice Eduardo, il problema del teatro non riguarda solo chi lo fa, riguarda tutti indistintamente.
Una commedia che con divertimento e una vena di pessimismo, ci suggerisce che solo guardando da quel buco della serratura che è il palcoscenico, dove la poesia riscatta la realtà, si possono capire le miserie e le sofferenze umane.
Un atto di fede assoluta nel teatro e soprattutto una denuncia della scarsa considerazione di cui il teatro stesso è oggetto da parte del potere costituito.

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I Buoni e i Cattivi

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Questo sabato 17 gennaio e domenica 18 al Teatro Vascello di Roma sarà in scena lo spettacolo Emma e i cattivi compagni, Atto unico in 9 sequenze di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis, diretto da Andrea De Magistris.
Gli interpreti sono lo stesso De Magistris, Marika Murri, Francesco Rossi Salvemini, Marcella De Marinis, Daniel Neri, Bernardo Casertano, Matteo Quinzi e Simone Leberati.
La pièce teatrale è tratta dall’omonimo racconto di Betti (Carmine Mario Muliere Editore).
Ecco una sinossi: Anno 2005. Una professoressa di un importante liceo romano, Emma, ormai in pensione, convoca, nella stessa aula, la sua classe del 1975. A trent’anni di distanza. Per fare luce piena su una ferita ancora aperta: Mario, uno dei suoi migliori studenti, militante di sinistra, è precipitato dalla terrazza del Giardino degli Aranci, sul colle Aventino. Il processo identificò in Lucio, militante di destra, l’esecutore del delitto. Ma Emma, la professoressa di entrambi, di tutti, dal 1975 è vissuta con un dubbio terribile. Che Lucio fosse innocente. Ecco dunque un nuovo dibattimento, a 30 anni di distanza. Nella stessa aula dello stesso liceo. Sono di fronte ancora una volta, nel 2005, la professoressa Emma e tutti i compagni disponibili di quel lontano 1975. Buoni, cattivi? Colpevoli, innocenti? E’ ciò che deve emergere da questa nuova, incredibile seduta di un processo a 360 gradi, sugli individui e la società, mai esaurito davvero.
Lo spettacolo sarà di nuovo in scena dal 27 gennaio al 1° febbraio 2009.

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La vendetta del cretino

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Fino al 28 gennaio all’Accento Teatro di Roma potrete assistere ad un adattamento della divertente commedia La cena dei cretini, scritta da Francis Veber (nella foto).
La regia è di Pascal La Delfa. Gli interpreti sono Daniele Coscarella, Alessandro Mancini, Cristiano Cecchetti e Alessandro Pizzuti.
Francis Veber è un regista e sceneggiatore francese, il quale negli anni ha lavorato sia per il teatro che per il cinema. La cena dei cretini è l’opera che gli ha dato il grande successo. Dal testo teatrale è stato anche adattato un film nel 1998, che ha ottenuto un ottimo riscontro.
Ecco una breve sinossi: Una comitiva di amici, tutti benestanti, per vincere la noia la sera di ogni mercoledì si riunisce in una cena, detta giustappunto dei cretini.
Nell’occasione il gruppo deve invitare qualcuno ritenuto poco intelligente, di cui prendersi gioco nel corso della serata.
François Pignon, un contabile fissato con il modellismo – per le sue creazioni utilizza fiammiferi – è il prescelto. Ciò nonostante, l’entrata in scena del presunto cretino provoca una serie di imprevisti e complicazioni tutt’altro che piacevoli per la sadica combriccola, portando il tutto ad un esito chiaramente imprevedibile…

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