Ti amo davvero…almeno credo!…

“Ti amo davvero…almeno credo!” è la nuova commedia che Helga Dentale & Fabio Filippi, in arte i Girasoli, portano in scena giocando sulle dinamiche della vita di coppia e sul rapporto uomo-donna.
La loro comicita è senza dubbio immediata, schietta e brillante, attenta a non essere mai preda della volgarità e della battuta facile ad ogni costo.
Nel loro spettacolo, il gioco delle parti non si riconduce solo alla coppia ma indaga, in chiave comica e a volte surreale, diverse tipologie di personaggi fortemente attuali. Una commedia che offre
divertimento assicurato. Un testo ironico ben disegnato.

Teatro della Forma
Viale della Primavera 317
06/07 marzo 2009 ore 21.00
Biglietti : Interi 10 euro, Ridotto 8 euro.
339/5955730
www.girasoliteatro.com

In giro per Roma

Segnalo per stasera e domani 15 febbraio alle ore 21:00, al teatro Il Cantiere, a via Gustavo Modena, 92 di Roma, la commedia romanesca Girotondo romano, scritta e diretta da Mario Giovagnorio, con Marina Perini, Marco Caieta e Claudio Severini.
Lo spettacolo sarà rappresentato anche dal 31 marzo al 5 aprile 2009 al Teatro Petrolini, in Via Rubattino, 5 (Testaccio) – mar-sab ore 21:00, dom ore 18:00.
La pièce, in dialetto romanesco, è formata da 6 storie tutte legate tra loro e ambientate nella Roma degli anni ’40: “Il matrimonio”, “Lo strillone”, “16 ottobre 1943″, “La confessione”, “La sora Rosa”, “L’incontro”.
L’episodio “La sora Rosa”, l’unico già rappresentato, ha vinto il primo premio della sezione vernacolo del Festival dei Corti teatrali Teatro Fara Nume di Ostia (2008).
Si tratta di una commedia romanesca, comico/drammatica, composta da sei episodi della Roma degli anni 40′. I personaggi passano da un episodio all’altro mantenendo così il legame del filo conduttore della storia e il tutto è composto da scene di vita quotidiana dove a volte si ripercuote l’eco dei drammatici avvenimenti di quegli anni. Prima di ogni episodio una canzone romana inedita sintetizza l’episodio che viene rappresentato.

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Una stagione interessante

Teatro Capocroce Stagione 2009

Ci giunge in redazione da parte dei responsabili del Teatro Capocroce di Frascati la presentazione della ricca stagione di quest’anno e che volentieri pubblichiamo, partendo dai prossimi spettacoli: A febbraio, mese per eccellenza del Carnevale e delle maschere, ecco uno spettacolo di Riccardo Rossi, “Pagine Rossi”, nato dalle pagine di un suo libro e la farsa tratta da Antonio Petito, “Pulcinella s’innamora”. Si arriva, così, a marzo e, come i fiori spuntano numerosi con l’arrivo della primavera, così le rappresentazioni al teatro di Capocroce si intensificano occupando tutti i weekend. Si inizia con un intrigante spettacolo bilingue (italiano e inglese) “The Canterville Ghost” che ci porterà nell’Inghilterra infestata di fantasmi di Oscar Wild, autore tra l’altro dell’opera stessa. Poi si ritorna ai Castelli Romani con “Tu Frascati Mia”. Ci si sposterà nella città eterna con “Fantasmi a Roma”, trasposizione teatrale del famoso film del 1961 di Antonio Pierangeli che ha visto come attori contemporaneamente Eduardo De Filippo, Tino Buazzelli, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni. Dopo i fantasmi inglesi e romani, il mese di marzo si chiude con uno dei personaggi più amati dai bambini, “Pippi Calzelunghe”, spettacolo realizzato con la collaborazione e supervisione artistica del grande mattatore Gigi Proietti. Ad aprile si è soliti dire “aprile, dolce dormire”, ma ciò non vale per il teatro di Capocroce. Infatti, nonostante si chiuda la prima parte della stagione, ben due rappresentazioni sono in programmazione. Si comincia con un altro spettacolo bilingue “Welcome to the Juggling Club” e si finisce con la strana commedia “Uscita di Emergenza” di Manlio Santanelli che prevede la presenza del ben noto attore italiano Lello Arena. Se tutto ciò non bastasse, ecco una succosa anticipazione, come succosi sono i frutti autunnali, per i più “golosi”. In autunno tornerà sulla scena la Compagnia Teatrale In…stabile. Da anni questo gruppo lavora all’interno del teatro di Capocroce con incessante passione e ora si sta preparando per ammaliarvi ed emozionarvi con una nuova commedia musicale di Garinei e Giovannini. Cartellone, locandine e sito internet per i più informatizzati non lasciano spazio a sbadati “non lo sapevo”, così come prevendita dei biglietti e possibilità, a partire da quest’anno, di abbonarsi non permettono di trovare alcuna scusa per non andare almeno una volta a teatro. Infatti, un teatro non può definirsi tale neanche senza un pubblico che accolga le tante passioni che in esso vengono messe in scena.

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Rapporti morbosi

Carlo Buccirosso

Segnalo fino all’8 marzo al Teatro San Babila di Milano la commedia Vogliamoci tanto bene, scritta e diretta da Carlo Buccirosso. Gli interpreti sono lo stesso Buccirosso, Maria Del Monte, Gianni Parisi, Graziella Marina, Claudia Federica Petrella, Anna Burattino, Giordano Bassetti, Sergio D’Auria, Serenella Tarsitano, Fabrizio Miano e Antonio Spadaro.
Dalle note del teatro: “Vogliamoci tanto bene” racconta l’esilarante storia di Mario Buonocore, depresso impiegato alle poste in malattia da un mese, che decide di tornare nella casa che fu dei suoi genitori e che ora ospita le sue due sorelle. Cosa non farebbe per ritrovare quel calore di famiglia ormai perduto da tempo! Perché “dicesi famiglia, un nucleo di persone, che accomunate allo stesso sangue, tendono a volersi bene, rimanendo unite sotto lo stesso tetto!”
Ma il rapporto morboso che lo aveva sempre legato alle sorelle creerà non pochi problemi alla sua permanenza nella casa governata da Titina, che è ormai una benestante vedova, e da Teresa, ex insegnante di filosofia nonché anziana ed equilibrata zitella dai sani principi morali. La convivenza si farà sempre più difficile perché non c’è quasi più amore e i rapporti familiari sono dettati non dal bene ma dalle convenienze e dalla forma…

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Donne in gioco

Federica Cifola e Paola Minacciosi

Segnalo dal 17 febbraio all’8 marzo al Teatro De’ Servi di Roma la commedia L’importante è vincere senza partecipare, scritta, diretta e musicata da Lillo Petrolo e interpretata da Federica Cifola e Paola Minacciosi.
Ecco la trama: Paola (Minaccioni), sposata e impantanata in problemi familiari, e Federica (Cifola), single che non riesce a farsi strada nel lavoro e che non trova l’anima gemella, sono due donne apparentemente diverse per carattere e stile di vita, ma in realtà con problematiche e nevrosi molto simili. Le due protagoniste decidono di provare a superare i propri problemi e accettano di sottoporsi alla nuova terapia psicoanalitica di una luminare della psicoanalisi di Los Angeles, la professoressa Gardin, che ha inventato un gioco da tavolo a scopo terapeutico, “The Game”, che sta spopolando in America, una sorta di gioco dell’oca in cui si mette in gioco la propria vita. In una curiosa scenografia che rappresenta un’enorme plancia le due donne si muovono come fossero pedine. C’è chi entra sulla casella “telefono” e deve telefonare all’istante a qualcuno con cui si ha necessità di chiarire qualcosa e “chiarirla” all’istante, oppure, chi entra nella casella “verità” e deve indossare un anello dalla pietra cangiante e rispondere a domande precise dicendo la verità perché se mente, l’anello assumerà un colore specifico e dovrà tornare indietro. Attraverso la casella “test”, l’avversario sottoporrà il giocatore ad un test al vetriolo. Insomma, tutti gli elementi che solitamente incatenano la nostra vita in questo gioco vengono affrontati e risolti se si vuole arrivare al traguardo. Ma, attenzione, solo chi arriva per primo può accedere alla diagnosi di “Al”, il computer centrale, che darà il suo responso a seconda di come la vincitrice ha giocato…
“Ho cercato, come già faccio quando lavoro con Greg – dice Lillo Petrolo – di affrontare tematiche reali in cui tutti si possono identificare ma in modo estremamente surreale”.

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Con pochi click di mouse

Incastrati nella rete

Da domani fino al 22 febbraio al Teatro Anfitrione di Roma sarà in scena lo spettacolo Incastrati nella rete, di Stefano Calvagna e Anita Dalty. La regia è di Calvagna che è anche interprete insieme a Giorgio Gobbi, Antonio Tommaso Pitocco, Francesca Sampogna, Flavio De Paola e Mauro Cannavale.
Dalle note del teatro: Ormai tutto si svolge nella rete. Con pochi click di mouse è possibile recuperare amicizie passate, pagare bollette su conti correnti on line, acquistare viaggi, conoscere nuove persone e, soprattutto, trovare numerosi modi per fare soldi. Terence e Remo ne sanno qualcosa. Amici inseparabili e coinquilini di un appartamento malandato, entrambi stentano a trovare lavoro. I passati sogni di gloria sono svaniti nella triste realtà della disoccupazione, rispetto alla quale i due amici reagiscono con un ingegnoso piano. La chiave di volta è la bella vicina di casa, Luisa, dall’aria ingenua e svampita. Tuttavia, ogni rischio può nascondere una trappola, nella quale Terence e Remo si trovano presto incastrati. Come in un incubo, la loro vita diventa preda degli imbrogli del furbo avvocato Pasquale Mariuolo, dell’alterigia del severo pubblico ministero Arnoldo della Torre Fetusa, del giudizio dell’impassibile giudice Massimo della Pena.
Ma nessuno si salva dalle infinite trappole della rete. Quando i giochi sembrano ormai conclusi ecco che…

Il Teatro Anfitrione si trova in Via San Saba, 24 (Roma)
Informazioni: Tel. 06.5750827 – laplautina@tiscalinet.it

Uno sciocco colto è più sciocco d’uno sciocco ignorante

Molière

Stasera e domani, domenica 8 febbraio, al Teatro Sortino di Sortino potrete assistere alla commedia L’avaro, nota opera di Molière (nel dipinto). La regia di questo adattamento è a cura di Antonello Capodici e l’interprete principale è Enrico Guarneri.
La pièce si divide in cinque atti e la sua composizione risale al 1668.
A quanto pare, l’autore trasse la sua ispirazione da un’opera di Plauto, intitolata l’Aulularia, sebbene il testo di Molière sia strutturato differentemente. L’avaro è un lavoro più lungo ed inoltre affronta alcune tematiche assenti in quello plautino, come quella del matrimonio.
Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, è nato a Parigi nel gennaio del 1622, per poi morire a Parigi nel 1673. Come spesso accade ovunque ai grandi artisti, l’Accademia di Francia non riconobbe mai il drammaturgo per il suo immenso valore, perlomeno finché questi era in vita, ritenendolo non all’altezza degli immortali simboli della cultura transalpina.
Molto tempo dopo la sua scomparsa, malgrado lo scrittore non potesse goderne beneficio alcuno, gli dedicò una statua. Su di essa vi è la seguente iscrizione, inequivocabile: Nulla mancò alla sua gloria, Egli mancò alla nostra.
Aggiungo come contrappunto una citazione da un’altra sua opera, Le donne saccenti: E vi garantisco che uno sciocco colto è più sciocco d’uno sciocco ignorante.

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Così lontani, così vicini

Teatro Erba

Da domani fino all’8 febbraio al Teatro Erba di Torino potrete assistere alla commedia Separazione, scritta da Tom Kempinski. La regia è di Marina Thovez e gli interpreti sono Mario Zucca e quest’ultima, per una produzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara.
Dalle note del teatro: Separazione è l’originalissima storia di un rapporto telefonico tra Sara, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, separati, appunto, da un oceano. I due non si conoscono, finché Sara decide di mettere in scena una famosa commedia di Joe e, per chiedere il permesso all’autore, lo chiama. Tutto finirebbe qui, se non fosse che Joe, bloccato da tempo sulla pagina bianca, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. Da qui la trafila di telefonate: divertenti, tragiche, sorprendenti, emozionanti; la scoperta della non casuale affinità tra la condizione di Sara e quella della protagonista della commedia; la possibilità della nascita di un amore; la voglia di ricominciare a scrivere. L’incontro. E di nuovo la separazione. Vincerà il coraggio. Quello di Sara, che è tanto più disponibile alla vita, quanto più la vita è stata ingenerosa con lei. Ma, a sorpresa, anche quello di Joe, resuscitato dall’amore. Separazione è la storia di un tenerissimo, fragile avvicinamento.

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Il bar della svolta

Teatro Tor di nona

Segnalo dall’11 al 22 febbraio al Teatro Tordinona di Roma la commedia Al solito posto, di Franco Ignazio Palumbo, Gabriella Rossigni e Giulio De Nicolais.
La regia è di Gennaro Di Domenico e gli interpreti sono G. Momo, O. Guattari, G. Rossini, S. Pompili, E. Bonanno, M. Ricco, D. Cotesta ed E. Cardinale.
Ecco una sintetica trama: Nel bar di periferia della Signora Checca, un gruppo di clienti abituali di varia estrazione sociale, si vedono per il solito giro di carte e il solito goccetto, commentano tutto e tutti, deridendo gli altri avventori del bar, sognano tramando, finché una sera ritengono di aver trovato l’espediente che consentirebbe loro di svoltare e di tornare a stravivere.
Dalle note del teatro: “Al solito posto” è una commedia dove ogni singolo personaggio insegue più di un obiettivo, pronto a mutare il proprio comportamento rispetto alle diverse situazioni
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Il diavolo e l’acqua santa

Plauto

Fino al 22 febbraio al Teatro Arcobaleno di Roma sarà in scena lo spettacolo I Menecmi: il gioco del doppio, scritto e diretto da Vincenzo Zingaro in un adattamento dell’opera di Tito Maccio Plauto (nella foto) e interpretato dalla Compagnia Castalia.
La scrittura della commedia I Menecmi risale alla metà del III secolo a.C.
La vicenda narrata è incentrata su due gemelli, i quali danno il nome all’opera, la cui incredibile somiglianza permette all’autore di costruire una sequela di equivoci che risultano di grande comicità ancora oggi.
Ecco una breve trama: Menecmo I vive nella dissoluta città di Epidamno e, sebbene sposato, si lascia andare ad ogni vizio, in compagnia della vicina di casa, la cortigiana Erozia. Menecmo II arriva in città in cerca del fratello, non sapendo però dell’enorme somiglianza che vi è tra di loro. Ed è così che si scatena un susseguirsi di qui pro quo e scambi di persona estremamente divertenti. Difatti Menecmo II viene preso per il fratello e lui ne approfitta per godere delle grazie della bella Erozia. La donna gli fa dono di un prezioso mantello e di un altrettanto costoso braccialetto, che lo stesso Menecmo I le aveva regalato. Menecmo II, ritrovandosi questi inaspettati tesori decide di rivenderli…

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