Libri

Teatro alla Scala: nuova location per Dan Brown?

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La Scala di Milano potrebbe essere la “location” del prossimo romanzo di Dan Brown: lo scrittore americano è stato colpito dal Teatro alla Scala dopo aver assistito alla prima della “Carmen“.

Alla Scala è un luogo denso di storia. Si potrebbe ambientare un nuovo romanzo, sarebbe assolutamente perfetto,” ha dichiarato ai giornalisti l’autore del best seller “Il Codice Da Vinci”.

Molto probabilmente si tratta di una ruffianata, ma Dan Brown ha ammesso di subire il fascino dell’Italia e di Milano (nonché la sua passione per la musica di Verdi) e che potrebbe scrivere un nuovo libro ambientandolo alla Scala.

Eduardo De Filippo: una biografia con prefazione di Dario Fo

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Venticinque anni fa moriva Eduardo De Filippo. Era il 25 ottobre 1984 e l’Italia ancora sapeva piangere per un grande teatrante, un autore capace di far ridere prendendosi gioco delle nostre umane miserie. Era un Italia che aveva nominato Eduardo senatore a vita e alla quale forse ancora “piaceva il presepe”.

Venticinque anni dopo la casa editrice romana Minimum Fax ha deciso di ricordare De Filippo pubblicando la terza edizione del testo “Vita di Eduardo”, di Maurizio Giammusso. Una biografia giunta alla sua terza edizione dove si raccontano le vicende del grande Eduardo, dall’infanzia alle prima esperienze sul palcoscenico, fino alle incursioni degli ultimi anni nel cinema e nella televisione.

Il premio Nobel Dario Fo ha scritto una prefazione inedita alla biografia, introduzione di cui è possibile leggere un estratto in un articolo del Sole24ore.

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In libreria “Paolo Grassi. Il valore civile del Teatro”

Il libro “Paolo Grassi. Il valore civile del Teatro” di Carlo Dilonardo (edito da Arduino Sacco Editore) raccoglie racconti e memorie per delineare la storia di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, co-fondatore insieme a Giorgio Strehler del Piccolo di Milano e teorico della funzione sociale del teatro.

Al centro dell’opera c’è innanzitutto il Teatro, ma spiccano anche la Storia e la Cultura dell’Italia del dopoguerra, delle quali Grassi fu attivo protagonista.

Il libro si rivela una fonte di documenti, scorrevole ma precisa e documentata, completa di bibliografia e sitografia.

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La realtà d’oggi è destinata a scoprire l’illusione domani

Pirandello

Stasera 27 gennaio 2009 al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo potrete assistere allo spettacolo Uno, nessuno e centomila, tratto dal romanzo di Luigi Pirandello. La regia è di Orlando Forioso, per una produzione della Compagnia Media Aetas Teatro – U Svegliu Calvese.
Gli interpreti sono Ruben Rigillo, Fernando Pannullo, Fulvia Carotenuto, Mario Brancaccio e Michele Bonè.
Uno, nessuno e centomila è una delle opere più note dello scrittore siciliano, il quale inizia la prima stesura nel 1909. Molto tempo dopo, nel 1926 appare sotto forma di rivista e poi come romanzo.
Il testo, l’ultimo di Pirandello, può essere considerato un vero e proprio manifesto del suo pensiero.
L’autore lo definì quello più amaro e il personaggio principale è sicuramente uno dei più ricchi di spunti e maggiormente consapevoli della propria complessità.
I numerosi monologhi in cui il protagonista si rivolge chiaramente al lettore lo spingono a riflessioni universali, come spesso capita nell’opera pirandelliana, ma in nessuna sua opera con tale profondità.
Molti considerano questo romanzo, probabilmente a ragione, come la massima vetta letteraria raggiunta dal più grande drammaturgo italiano.
Dal testo: La facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d’oggi è destinata a scoprire l’illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.

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Chi vale di più, deve fare di più

Miguel de Cervantes

Stasera 19 gennaio alle ore 21, al Teatro Sociale di Como, sarà in scena il Don Chisciotte, tratto dal celeberrimo romanzo di Miguel de Cervantes.
La regia di questo adattamento è di Franco Branciaroli, che ne è anche l’interprete, per conto dalla Compagnia Teatro de Gli Incamminati.
Don Chisciotte della Mancia, titolo completo dell’opera dello scrittore spagnolo Cervantes, è da molti considerato uno dei primi romanzi moderni e tra i migliori al mondo.
E’ un ammirevole incontro di generi, soprattutto quello picaresco e quello epico e cavalleresco.
Come ispirazione del suo lavoro, Cervantes indicò un manoscritto da lui tradotto dall’arabo, opera dello storico Cide Hamete Benengeli, in cui si narrano le avventure di Don Chisciotte.
Il libro uscì in due parti, la prima nel 1605 e la seconda dieci anni dopo ed è ritenuto tutt’oggi il più importante romanzo della letteratura spagnola.
Uno degli intenti principali dell’autore, attraverso il Don Chisciotte, era quello di operare una sorta di satira nei confronti degli intellettuali suoi contemporanei, a suo avviso, incapaci a comprendere il loro tempo, ciechi innanzi alla rovina portata dal crescente materialismo e dalla scomparsa degli ideali, elementi fondanti di una crisi ormai alle porte nella società spagnola.

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Lasciate ogni speranza…

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Segnalo per sabato 27 dicembre alle 21, al Teatro Comunale di Monteleone di Spoleto lo spettacolo Progetto Divina Commedia Dante – Inferno, con Ciro Masella, accompagnato da Davide Brutti ai sassofoni.
Si tratta di una moderna rilettura dell’opera dantesca tra poesia e musica. Gli autori, Angelo Benedetti e Ciro Masella, non hanno però tralasciato gli illustri predecessori, come Carmelo Bene, Gassman e lo stesso Benigni, dando vita ad uno spettacolo multiforme, in cui ogni elemento ha la sua voce distinta. Le note di Brutti si uniscono egregiamente al tutto aiutando il pubblico a riscoprire rime ormai celeberrime, tra le più amate di tutti i tempi.
Il lavoro di ricerca intrapreso tempo addietro da Masella e Benedetti li ha guidati attraverso la musica insita nei versi danteschi, come nelle voci dei personaggi, nei rumori come negli echi, per non parlare dell’inesauribile quantità di linguaggi che vivono in questo incredibile testo.
Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222.
E’ possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria: www.teatrostabile.umbria.it

Non sei mai fregato se hai una buona storia

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Domani 22 dicembre, in un’unica data, al teatro Valdaso di Pedaso (Ascoli Piceno) sarà in scena Novecento, il noto testo di Alessandro Baricco.
Lo spettacolo, nel cartellone realizzato da Comune e Amat con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche, sarà interpretato da Eugenio Allegri, destinatario e primissimo interprete dell’opera.
Novecento è un monologo teatrale pubblicato da Feltrinelli nel ‘94. Oltre all’interpretazione di Allegri, la prima edizione dello spettacolo vedeva la regia di Gabriele Vacis e debuttò nel luglio di quell’anno al Festival di Asti.
Ecco cosa dice l’attore di questo lavoro: Novecento non sarà mai più soltanto il secolo appena trascorso o un riconosciuto periodo letterario o storico o filosofico o artistico. Non sarà mai più solo un libro perchè semmai per me è stato innanzi tutto un copione. Per me Novecento è stato e sarà per sempre il mio spettacolo e adesso finalmente lo posso dichiarare: io sono Novecento. Non sono l’unico, ma lo sono.
Ed ecco la trama direttamente dal suo sito: Negli anni a cavallo delle due guerre mondiali, abbandonato sulla nave dai genitori e ritrovato sopra un pianoforte da un marinaio, Novecento trascorre tutta la sua esistenza a bordo del Virginian, senza trovare mai il coraggio di scendere a terra.
Impara a suonare il pianoforte e vive di musica e dei racconti dei passeggeri. Sul grande transatlantico, Novecento riesce a cogliere l’anima del mondo. E la traduce in una grande musica jazz
.

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Carabinieri, fate i camion più grossi

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Questo Mercoledì 17 Dicembre alle ore 21.30 al Teatro Tam Tunnel comedy club di Napoli avrà luogo un evento spettacolo dedicato a Massimo Troisi, uno degli ultimi grandi attori italiani, come ormai non ce ne sono più.
Si tratta di un reading teatrale dal titolo Da domani mi alzo tardi, ad opera di Anna Pavignano, tratto dal libro omonimo di quest’ultima, compagna di lavoro del celebre attore e, per un certo periodo, anche di vita. In scena il tutto sarà accompagnato dalle musiche originali e dal vivo di Alfredo Morabito.
Massimo Troisi nacque a San Giorgio a Cremano nel 1953 e ci ha lasciato nel giugno del 1994, rendendosi noto anche come regista e sceneggiatore. Da ricordare la sua candidatura postuma all’Oscar nel 1996 come miglior attore protagonista, grazie alla sua toccante interpretazione nel film Il postino. Di lui si dice che, per merito del suo appassionato lavoro, si sia guadagnato un posto nella schiera dei grandi attori napoletani come Eduardo e Totò.
Il testo della Pavignano, la quale firmò quasi tutti i film di Troisi come co-sceneggiatrice, ripercorre la vita personale e artistica dell’attore e, per far ciò, usa un pretesto narrativo e finge che questi non sia morto, ma abbia scelto invece di ritirarsi a vivere in una misteriosa località di campagna, lontano dai palcoscenici e dalla notorietà, tagliando i ponti con tutto quello che è stato prima, comprese le persone con cui ha condiviso la propria esistenza.
Così, tanto per rievocare la sapiente ironia di Massimo, riporto una sua osservazione su Napoli, più che mai attuale: A Napoli la disoccupazione è un problema che va risolto. E i politici ce la stanno mettendo tutta. Hanno pensato di risolverlo con gli investimenti. Solo che poi hanno visto che con un camion dei carabinieri riescono a investirne uno, due. Quelli so’ tanti. Se vogliono risolvere veramente il problema, con una politica seria e impegnata, l’unica cosa è fare i camion più grossi.
Il Tam Tunnel Comedy Club si trova in Gradini Nobile 1 (traversa via Martucci) a Napoli.

L’Europa dall’America

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Da martedì 9 dicembre fino a domenica 14 potrete assistere al Teatro Manhattan di Roma allo spettacolo Shakespeare non l’ha mai fatto – parola di Charles Bukowski.
Si tratta di un adattamento dal testo di quest’ultimo, un diario autobiografico, come al solito estremamente provocatorio. In scena si entra nella stanza dello scrittore stesso, davanti ad una macchina da scrivere, l’immancabile bicchiere e la musica jazz di sottofondo. Saranno le donne a salvare l’artista perso nella sua follia.
Per i pochi che non lo sanno, Henry Charles Bukowski Jr. è stato un poeta e scrittore statunitense, morto nel ’94. Il nome di Bukowski è stato spesso associato alla cosiddetta generazione Beat, tuttavia lui non si è mai identificato in tal modo. Bukowski ha sempre legato il suo lavoro alla sua città d’adozione, ovvero Los Angeles.
Il suo testo, come già detto, si presenta sotto forma di diario.
Il grande bardo, tirato in ballo dallo scrittore, rappresenta l’Europa vista dagli americani. Siamo nella primavera del ’78 e Bukowski arriva a Parigi con la compagna Linda Lee, per visitare il vecchio continente e i personaggi della sua ricca storia.
La pièce è scritto e diretta da Claudio Miani, le musiche di Djan Labovic. Gli interpreti lo stesso Miani, Albamarina Dei, Monica Mariotti e Daniele Sforza.
Il Teatro Manhattan si trova in via del Boschetto 58 e gli orari sono i seguenti: ore 21 tutte le date, la domenica ore 17.30.

Chiamatemi Ismaele

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Questa Domenica 30 Novembre alle 17, al Teatro Mancinelli di Orvieto ci si potrà immergere nel mondo, ovvero, nell’oceano dominato da Moby Dick. Sto parlando dello spettacolo interpretato da Giorgio Albertazzi e diretto da Antonio Latella.
Moby Dick è un celebre capolavoro narrativo dello scrittore americano Herman Melville e risale al 1851. Il romanzo descrive il viaggio della Pequod, una baleniera guidata dal capitano Achab, ossessionato dalla temibile balena bianca (in realtà un capodoglio), il cui nome dà il titolo alla storia.
Il vero protagonista della vicenda è però Ismaele, voce sul campo dell’autore, le cui profonde considerazioni, che spaziano tra la filosofia e la scienza, tra l’arte e la religione, si alternano alle avvincenti scene di caccia intraprese dal coraggioso equipaggio.
L’opera di Melville è a detta di molti e, per quel che può valere, anche del sottoscritto un libro must read, come dicono gli anglosassoni, uno scritto di un’attualità straordinaria che dovrebbe essere presente in ogni libreria degna di questo nome.
Dal testo: Gli uomini possono sembrare detestabili presi in società commerciali e in nazioni, possono esserci tra loro dei furfanti, degli stupidi e degli assassini, possono avere facce vili e sparute, ma l’uomo, nell’ideale, è così nobile e così splendido, è una creatura così grande e radiosa, che sopra ogni sua macchia d’ignominia tutti i compagni dovrebbero correre a gettare i loro mantelli più preziosi.
Il Teatro Mancinelli è in Corso Cavour, 122 – 05018 – ORVIETO
Tel. 0763 340422 Fax 0763 340418 – info@teatromancinelli.it