Caserta

Io sono solo, e loro invece sono tutti

Dostoevskij

Fino a domani 8 , al di potrete assistere allo Il paese degli idioti, tratto da Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti, divertente di (nel dipinto).
La regia di questo adattamento è di Alvaro Piccardi, per una produzione della Compagnia Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli. L’interprete principale è Tato Russo.
L’opera del celebre autore è una novella umoristica che risale al 1859, narrata per bocca di Sergey Aleksandrovich. Questi viene ricevuto a casa dello zio, dove incontra un personaggio piuttosto singolare, tale Foma Fomic, da una parte alquanto ridicolo ma anche spiccatamente cinico.
Questi riesce nel farsi credere una persona saggia e colta, prendendosi gioco degli ospiti più importanti lì presenti.
, la cui nascita risale al 1821, morì a San Pietroburgo nel 1881 ed è ritenuto uno dei maggiori scrittori della storia.
Riporto qui una citazione dell’autore che mi è sempre piaciuta: Io sono solo, e loro invece sono tutti.

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Il paese più brutto?

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Segnalo con vivo interesse per Domenica 30 novembre, nella sala Splendore di piazza Marconi a (), la rappresentazione dal titolo . Materiali per un’indagine teatrale, ultimo capitolo del percorso teatrale intrapreso dai giovani del Ensemble, diretto dall’attore, scrittore e regista insieme alla collega Anita .
L’iniziativa rientra tra le attività pedagogiche del progetto Punta Corsara.
Lo trae spunto dal romanzo , di Cormac Mc Carthy, che gli ha fatto ottenere nel 2007 il , e giunge al termine di due settimane di appassionato lavoro, in cui i ragazzi, sotto la guida dei due registi, hanno lavorato attraverso lo strumento dell’, costruendo una serie di percorsi e modi espressivi affrontando i numerosi interrogativi presenti nel romanzo.
Ispirati dal testo, i partecipanti al laboratorio si sono posti in particolare un’interessante domanda: qual è il paese più brutto del mondo? E così l’hanno inseguita con coraggio, dando vita a personaggi e situazioni simbolo, come il potente e il prepotente, il debole e il folle, che spesso costringe la nostra società a specchiarsi in se stessa. La messa in romperà gli schemi classici e si svolgerà a ridosso degli spettatori, i quali non si troveranno frontali ad essa, bensì intorno alla rappresentazione, al centro dello spazio scenico.