Arezzo

Sono guarito, signori!

Pagliai e Gassman

Sempre stasera 19 , al Bucci di San Giovanni Valdarno potrete assistere all’ di . La regia è di Paolo Valerio e gli interpreti sono Ugo e Paola .
L’ è una commedia in 3 atti scritta dall’autore nel 1921. Il suo debutto avvenne nel febbraio dell’anno successivo a Milano, presso il Manzoni.
L’opera si presenta come una sorta di studio intorno al tema della follia e sulla relazione tra verità e finzione, punti fissi della drammaturgia pirandelliana.
Ecco una sintetica trama: un borghese romano partecipa ad una battuta di caccia impersonando , insieme ad una donna che ama, tale Matilde di Spina e a Belcredi, suo concorrente.
Questi provoca la caduta dal cavallo del primo e le conseguenze sono inaspettate. Difatti l’, a causa di un colpo alla testa, è convinto di essere sul serio .
Tutti assecondano la sua improvvisa pazzia e molto tempo dopo, ben dodici anni, Enrico guarisce e viene a sapere che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente, con lo scopo di sottrargli proprio Matilde. E’ così che il nostro prende la decisione di fingersi ancora pazzo, incapace di vedere la realtà per quella che è…

Il Bucci si trova in Corso Italia 3 (San Giovanni Valdarno – AR)
Informazioni: Tel. 055 9121421

Pomodori rosso sangue

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Domani, giovedì 27 novembre alle ore 21, nella sala consiliare del Comune di andrà in lo spettacolo Il triangolo degli – i lavoratori in Italia, di e con .
La pièce racconta la vicenda di Ambrogio Morra, nato nei pressi di Cerignola (Foggia), emigrato a Roma in cerca di un impiego. Sua nonna Incoronata gli chiede di ritornare a casa, sostenendo che da loro sono tornati gli . La donna assiste gli immigrati che in Puglia lavorano in condizioni disumane raccogliendo pomodori e il nipote vede con i suoi occhi tale infame realtà, scegliendo in un secondo momento di raccontarlo al mondo.
Cosicché Ambrogio decide di porsi sempre più in quella scomoda terra di confine tra lo sfruttato e gli sfruttatori, tra i che consumano anima e corpo per pochi euro al giorno e i padroni, con le pance piene grazie anche agli immeritati aiuti della Comunità Europea.
Un lavoro fatto con passione, intuibile nelle parole di Pesce: Ho passato molto tempo con gli immigrati che d’estate affollano i campi di pomodoro in Puglia. E’ stata una delle esperienze più importanti della mia vita, ho assistito a scene terribili, non avevo mai visto maltrattare in quel modo uomini, donne e bambini. Non avevo mai visto vivere 30 persone in una baracca di 30 metri quadrati senza acqua, senza elettricità e senza gas…
Lo spettacolo è arricchito dalle musiche tradizionali dei popoli Arberesh stanziati in Basilicata e Calabria, dei Greki del Salento e di Matteo Salvatore.
L’ è fino a esaurimento posti e con possibilità di prenotazione allo 0575/377802.