Il Festival è suddiviso in 24 eventi e non solo musicali, in uno spazio scenico d’incomparabile suggestione, piazza San Lorenzo, nel cuore di Viterbo, animeranno sino a Ferragosto «la più importante manifestazione culturale estiva a livello nazionale», come l’ha definita il ministro Sandro Bondi. Un’opera (il Don Giovanni di Mozart), cinque opere in forma di concerto (La Traviata e il Rigoletto di Verdi; La Bohème di Puccini; L’Elisir d’amore e il Don Pasquale di Donizetti), ma anche musica sacra, sinfonica e jazz, poesia, teatro, danza e persino un film, naturalmente su un’opera, La Bohème, diretto da Robert Dornhelm, costituiscono il ricco cartellone di quest’anno. Ci sarà anche un omaggio a Fabrizio de André, il 18 luglio: una trasposizione sinfonica de La Buona Novella per Soli, Cori e Orchestra, diretta da Stefano Vignati, il direttore artistico del Tuscia Opera Festival, con la voce narrante di Luca Calvani. Il 1° agosto andrà in scena Io, madre di mia madre, di Daniela Poggi: una testimonianza d’amore tra parole e musica, liberamente tratta da «Mia madre, la mia bambina» di Tahar Ben Yelloun e da «Una morte dolcissima» di Simone de Beauvoir. È però l’impegno per i giovani la caratteristica peculiare del Tuscia Opera Festival. Come dice Vignati «da noi i giovani si cimentano in spettacoli che si svolgono in siti medievali di rara bellezza, vengono retribuiti e sono affiancati da professionisti già affermati per un’esperienza entusiasmante. Per esempio, nel concerto conclusivo, l’omaggio a Mozart, la sera del 15 agosto, solista sarà Giuseppe Greco, un pianista di soli 20 anni». Il Tuscia Opera Festival, che è stato presentato dalla Regione lo scorso inverno e che potrebbe «sbarcare» in California, nel 2010, collabora con la Fondazione Operation Smile, presieduta da Santo Versace. Il concerto inaugurale del 10 luglio, «Va Pensiero», presentato da Livia Azzariti e al quale interverrà Versace, raccoglierà fondi per questa organizzazione no profit.
