“Sole” di Valentina Capone al Nuovo Teatro Nuovo
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Sarà in scena, per due sole repliche, martedì 27 e mercoledì 28 2009 alle ore 21.00, negli spazi del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Sole, uno spettacolo di e con Valentina Capone, liberamente tratto da Le Troiane e da Ecuba di Euripide.
L’allestimento si avvale dell’ideazione luci a cura di Francesco Vommaro e Valentina Capone, le maschere di Stefano Perocco Di Meduna, per la regia, l’ideazione dello spazio scenico ed i costumi di Valentina Capone. I testi di riferimento di Sole sono, fondamentalmente, Ecuba e Le Troiane. La tecnica compositiva utilizzata da Euripide in queste Tragedie consiste nella successione di momenti, senza un nodo tragico, accentratore dell’azione. L’unità va ricercata nel clima sentimentale e stilistico. A questa particolare struttura drammaturgica, sono state inserirti, durante il processo creativo dell’allestimento, suoni, parole e frammenti altri. Tra questi, la “piccola storia di Etora”, un personaggio di pura fantasia che commenta l’azione e le apparizioni sulla scena, dal suo punto di vista.
Etora è l’improbabile amante di Ettore. E’ rimasta sola, poiché, talvolta, può accadere che una mattina ci si svegli ed il proprio eroe non c’è più, forse è andato in guerra.
Etora non pensa, non esita, agisce, fa qualcosa, fa un’azione, parte anche lei: senza armi e senza capire. Ingenua ed inconsapevole, con le sue battute Etora spezza parzialmente il ritmo tragico e suggerisce un’altra dimensione in cui vivere il dramma. Ma, nonostante ciò, inevitabilmente, viene via via assorbita dall’insensatezza della guerra e dall’immobilità dell’attesa, che tutto rende minaccioso e tutti paralizza.
“Sole – descrive Valentina Capone – è uno spettacolo visionario, in cui le musiche e le luci non sono mai accompagnamento, ma diventano, esse stesse, sensazione. Come da altri mondi, i Radiohead, Chopin ed una canzoncina per bambini hanno invaso la mia memoria senza che io glielo abbia chiesto. La scenografia è essenziale, tre sedie ed uno scudo sospeso (il sole?), proprio perché lo spazio sia tutti e nessun luogo: le rovine della città, un cimitero o forse, semplicemente, il luogo in cui ci si veste e ci si spoglia per dar vita alle singole figure ed alle maschere”.
In Sole non ci sono distinzioni nette tra Bene e Male, non ci sono categorie assolute, assolute certezze. La stessa Etora forse non esiste, forse è uno dei fantasmi o forse Ettore non l’ha mai incontrato, ed è tutta una sua fantasia. Potrebbe anche essere una Maga, che celebra i suoi riti, che recita il suo gioco.
In Sole ci sono, semplicemente, piccoli frammenti di poesia e di lacrime che s’invocano tra loro, che allargano la dimensione della Storia, per giungere alla storia microscopica ed enorme che, faticosamente, tutti sopportiamo dentro, più o meno consapevolmente. Quella storia che ricordiamo e, magari, preferiremmo poter dimenticare.
Sole, uno spettacolo di Valentina Capone Napoli, Nuovo Teatro Nuovo – 27 e 28 gennaio 2009 Info e prenotazioni al numero 0814976267
Novembre 3rd, 2010 at 4:17 pm
Gracias por los comentarios. Excelentes posts, nos vemos!
Novembre 3rd, 2010 at 4:41 pm
agregué tu sitio al lector de noticias, mucha suerte!
Novembre 3rd, 2010 at 4:48 pm
Buena información. Voy a tener en cuenta la opinión vertida aquí, te agradezco!